Arrivare in Europa a un mercato unico digitale che faciliti la vita alle compagnie del Vecchio continente permettendogli di crescere globalmente senza dover migrare verso gli Stati Uniti. Questo l’obiettivo della European Tech Alliance, forum lanciato a Strasburgo presso l’Europarlamento e creato da aziende europee come Spotify e Candy Crush Saga che vogliono diventare l’interlocutore, con un’unica voce comune, per dialogare con la Commissione europea e giungere alla creazione di un mercato unico digitale. “Quando stavo sviluppando Skype avevo a che fare con 180 legislazioni diverse in tutto il mondo e questo mi ha complicato la vita -, ha spiegato Niklas Zennström, fondatore di Skype e della piattaforma di file sharing KaZaA -. Meno barriere ci sono meglio è”. Zennström, ora investitore nel gruppo Atomico, è nella città alsaziana perché è il volto dato alla European Tech Alliance di cui è Presidente. “Ho sentito la necessità di aiutare e assistere la Commissione europea con un’organizzazione che si faccia portavoce della realtà europea e dia feedback periodicamente per contribuire a sviluppare il mercato unico digitale”.

Presente a Strasburgo anche il vice-presidente della Commissione europea responsabile per il mercato unico digitale, l’estone Andrus Ansip. “Finalmente un’Allenza europea -, ha commentato Ansip -. Con un mercato unico digitale, invece dei 28 che abbiamo oggi, per le startup sarà molto più facile creare il proprio business invece di seguire 28 legislazioni diverse”.  Tra le 5 aziende fondatrici dell’alleanza europea tech, insieme a  Rovio, Candy Crush Saga, Atomico e Spotify, c’è anche l’italiana FacilityLive, piattaforma per la gestione delle informazioni, con capitale esclusivamente italiano e tutto privato. Mira a superare il valore di 1 miliardo prima dell’ingresso in borsa per entrare nel regno degli “unicorni” (si chiamano così le startup che valgono più di 1 mld di dollari). “La European Tech Alliance parte anche per aiutare tante realtà tecnologiche europee a nascere, crescere e posizionarsi nel mercato globale -, ha detto Gianpiero Lotito, Ceo di FacilityLive -. Ci sono tantissime realtà tecnologiche in Europa che si stanno sviluppando – gli ha fatto eco Zennström.

Negli ultimi dieci anni 33 aziende hanno raggiunto il valore di 1 miliardo di dollari”. Zennström ha puntato il dito contro ciò che secondo lui va modificato: “Una delle più grandi barriere in Europa è l’accesso al capitale per lo sviluppo. Siamo giunti in un’era dove abbiamo compagnie come Spotify, Klarna, King, che sono multimiliardarie e crescendo globalmente hanno bisogno di capitale per lo sviluppo che non è disponibile in Europa. Quindi sono obbligate a cercarle all’estero, negli Stati Uniti e forse fino in Asia. Questo è un grosso limite da superare”. Zennström ha raccontato quali secondo lui sono le scene più interessanti in Europa. “A Londra, Berlino, Stoccolma, gli imprenditori che stanno avendo successo poi reinvestono il capitale nelle startup e chi lavora per queste startup a sua volta avvia la propria compagnia. Abbiamo studenti che considerano l’imprenditoria come una carriera. Questo è un trend irreversibile. Nei prossimi 5-10 anni questo trend aumenterà e altre compagnie più grandi verranno fuori in Europa”. Sulla net neutrality Zennström  ritiene “importante che internet resti aperto”, ma non trova nulla di male nell’offrire servizi “premium”. “La mia visione personale è che gli operatori debbano poter offrire internet con velocità superiore a chi paga di più e velocità inferiore a chi paga di meno. Questa è la mia visione personale”.