Chi non ha mai sognato almeno una volta di volare? Bene, da oggi è possibile spiccare il volo ma direttamente sulla terra. Merito di un progetto che, a breve, trasformerà il cuore delle nostre città grazie a veloci e silenziosi nastri trasportatori per le persone, come delle vere autostrade pedonali sopra le nostre teste.

Appena presentato al congresso Uitp di Milano, Accel è un gioiello ingegneristico a firma ThyssenKrupp, gruppo industriale tedesco che ha tra i core business principali quello di muovere meglio e in fretta i cittadini. La questione è di super attualità e rientra a pieno titolo nel quadro delle soluzioni per le nuove città intelligenti, la cosiddette Smart City, contesti trasformati e, auspicabilmente, migliorati dall’impatto delle nuove tecnologie. Per capirci, la mobilità è uno dei temi caldi del nuovo scenario europeo e mondiale, visto che entro il 2030 oltre cento città del mondo supereranno i cinque miloni di abitanti, con un impatto pesantissimo per la vivibilità, loro e dell’intero pianeta.

La partita della nuova mobilità smart del futuro è giocata su vari fronti, e da uno sfaccettato esercito di player globali, mossi anche dagli interessi economici in ballo. Piatto forte, senza alcun dubbio, il motore elettrico e l’auto a combustione pulita senza conducente, ma ogni città è prima di ogni altra cosa un mega contenitore universale costellato dai servizi accesi per i cittadini: tra questi ovviamente la rete di trasporti pubblici, e proprio nella mobilità le amministrazioni hanno cominciato a cambiare, con le prime linee di bus solo elettrici, come a Goteborg, appena entrate in servizio. Accel, in questa partita fondamentale per il trasporto dei cittadini, gioca un ruolo solo in apparenza più defilato: in realtà è cruciale e alle spalle dimostra una certa, per nulla scontata, visionarietà da parte della squadra di ingegneri della casa di Essen.

Accel è un prodotto ingegneristico all’avanguardia per il trasporto di massa: un tapis roulant di nuova concezione pensato per rivoluzionare la categoria dei “people mover”, i sistemi di trasporto pubblico brevi, automatizzati e di solito su binari. Per funzionare il meccanismo sfrutta i campi magnetici di elettroni che spostano i pallet in alluminio retrattili di cui è composto, e che servono per trasportare le persone: in pratica, il progetto si basa su un motore elettromagnetico modulare, a emissioni zero e silenzioso, capace di trasportare una grande quantità di persone (7.300 passeggeri all’ora) più o meno ovunque e in totale sicurezza, toccando la velocità di 12 km all’ora (tre volte superiore ai vecchi tapis roulant).

L’altra cosa da dire riguardo alla sostenibilità di Accel, oltre al fatto di non necessitare di assistenza particolare e di essere completamente automatico, è il fatto che per coprire entrambi i sensi di marcia serve un unico nastro, a differenza dei vecchi nastri trasportatori (o delle vecchie scale mobili) che al ritorno scendevano sotto terra richiedendo così scavi profondi e il doppio dei materiali per costruirli.

Infine, ThyssenKrupp, che ha allo studio una ventina di progetti ancora top secret sul prodotto, garantisce una messa in regime di due anni a partire dallo studio di fattibilità, molto poco relativamente parlando. È chiaro che la rete di trasporti sotterranei, che non c’è bisogno di spiegare quanto sia vitale per la mobilità urbana presente e futura, sia l’ambiente ideale per Accel. Secondo un recente studio europeo, se le persone sono distanti più di 500 metri da una stazione della metrò, tendono a non utilizzarla: Accel potrebbe quindi dar vita a un sistema di nastri trasportatori urbani sopraelevati, sorta di network autostradale pedonale, in grado di allacciare perfettamente tutti i gangli nevralgici delle città alla rete di mobilità pubblica. E in quest’ottica, in partnership con la metropolitana di Madrid, ThyssenKrupp sta realizzando un progetto per collegare una stazione del centro con un nuovo shopping mall grazie ad Accel: una passerella sopraelevata a cinque metri di altezza dal suolo, divisa in tre segmenti e che copre in totale la lunghezza record di 600 metri.

Ma la cosa sorprendente è che la semplicità di costruzione/installazione di Accel lo rende utilizzabile anche in scenari francamente impensabili, come le parti superiori dei tunnel delle metropolitane, che potrebbero essere collegati dal nastro per offrire una facile e veloce alternativa a chi sbaglia fermata o a chi vuole fare un tragitto breve senza aspettare il treno, magari in ritardo: sogno o realtà, lo si capirà presto. Ma il progetto può sicuramente migliorare la mobilità negli aeroporti o nei poli fieristici, facilitando gli spostamenti di piacere o per business.

Immaginate, per chi c’è già stato, come sarebbe stato più semplice con Accel muoversi nella vastità dell’Expo2015 di Milano lungo il decumano, solo per fare un esempio preso dalla cronaca recente. Ma pensate anche a un gioiello come Berlino, la città-laboratorio nel cuore dell’Europa: una rete di autostrade pedonali nel cielo potrebbe collegare i link nevralgici del suo centro, così vasto e modulare, cambiando per sempre il modo di vivere la città. La vera rivoluzione è quella pedonale ma 2.0.