Alla “corsa all’oro” delle applicazioni pratiche del grafene l’Italia partecipa in modo rilevante: lo scorso 23 giugno sono state infatti inaugurate, presso il parco scientifico ComoNext di Lomazzo (CO), le “Officine del Grafene”, il più grande stabilimento europeo per la generazione di fogli di grafene altamente puro. Il primo modulo ha una capacità produttiva di 30 tonnellate l’anno, ed è stato realizzato in modo da consumare una quantità limitata di energia e di non generare alcun tipo di emissione o scarto.

A realizzare l’impianto e’ stata DirectaPlus, società presieduta da Giulio Cesareo, attiva dal 2005 e che già nel 2006 ha presentato richiesta di brevetto per il procedimento denominato G+ per la produzione di nanomateriali a base di grafene. Protetto da segreto industriale, il procedimento nasce dall’intuizione iniziale dello scienziato italoamericano Robert Angelo Mercuri (presidente del comitato scientifico Di Directa Plus), e consente di “espandere” la struttura della comune grafite distanziando al massimo i singoli strati di atomi di carbonio che la compongono; agenti chimici provvedono poi a separare gli strati, che non sono altro che fogli di grafene.

Grazie a G+ è stato possibile realizzare GEnIuS (Graphene Eco Innovative Sorbent), un progetto di ricerca finanziato dall’Unione europea sulla depurazione delle acque tramite grafene. Il GraphenePlus prodotto da DirectaPlus possiede infatti una capacità di adsorbimento (cioè di far depositare liquidi o gas sulla propria superficie) estremamente elevata: un solo grammo può assorbire fino a 90 grammi d’olio. Può inoltre essere recuperato e smaltito facilmente, a differenza dei prodotti meno adsorbenti usati finora per depurare le acque in caso di disastri ecologici.

Ed è solo l’inizio. Per il futuro DirectaPlus vuole sperimentare l’impiego della propria tecnologia di produzione del grafene nel campo delle batterie agli ioni di litio e dei polimeri a base di nylon. Per questo motivo, contestualmente all’apertura dell’impianto ha annunciato un accordo di collaborazione con l’Istituto italiano di tecnologia. L’accordo prevede uno scambio di know-how con i Graphene Labs dell’Iit attraverso il lavoro congiunto. “Grazie a questo joint-lab”  – ha dichiarato Giulio Cesareo, potremo testare ulteriormente la tecnologia esclusiva in nostro possesso in nuovi campi applicativi, dalle enormi potenzialità di sviluppo”.

Secondo Vittorio Pellegrini, direttore dei Graphene Labs, “Uno dei problemi fondamentali è legato al necessario aumento della quantità di grafene da produrre per applicarlo in un contesto di filiera industriale. L’accordo con Directa Plus ci permetterà di ampliare le prospettive di trasferimento tecnologico, e di innovare il settore dell’energia, realizzando, per esempio, batterie più efficienti e flessibili con elettrodi a base di grafene”.