A Londra non basta essere il grande centro finanziario d’Europa: vuole diventare anche la capitale dell’innovazione tecnologica, puntando soprattutto sul settore finanziario. Molte delle start-up e delle nuove imprese che, negli ultimi anni, hanno messo radici a Londra creando il boom tecnologico inglese si sono dedicate proprio a trovare idee e soluzioni innovative per banche e istituti finanziari. I dati dimostrano che, mentre gli Stati Uniti restano al top per quanto riguarda gli investimenti in fintech, la Gran Bretagna è il luogo che sta registrando la crescita più rapida al mondo.

Secondo un nuovo studio di Accenture, «The boom in global fintech investment: new growth opportunity for London», a livello globale gli investimenti in iniziative di tecnologia finanziaria sono triplicati dai 928 milioni di dollari del 2008 ai 2,97 miliardi del 2013, con un ritmo di crescita superiore di oltre quattro volte agli altri investimenti di venture capital. Nello stesso periodo il valore degli investimenti in fintech in Gran Bretagna sono aumentati di otto volte raggiungendo i 265 milioni di dollari lo scorso anno. Il tasso di crescita annuo è stato del 51%, quasi il doppio della media globale del 26% e ben oltre il 23% registrato da Silicon Valley. Grazie a questa rapidissima crescita ora Gran Bretagna e Irlanda (due realtà molto integrate e che dipendono da Londra per finanziamenti, lavoro e clienti) rappresentano oltre la metà (53%) di tutti gli affari fintech in Europa e oltre due terzi (69%) di tutti i finanziamenti del continente. La Germania è molto distanziata, al terzo posto.

«Il boom del settore fintech è una grandissima opportunità per Londra che ha già un settore finanziario e un settore tecnologico altamente avanzati, – afferma Julian Skan, managing director di Accenture. – Inoltre è cruciale anche per far mantenere a Londra la sua posizione di grande centro finanziario globale, data la crescente importanza della tecnologia per il settore finanziario». La presenza di quasi tutte le grandi banche o istituti finanziari del mondo – quattro delle dieci maggiori banche a livello globale hanno il loro quartier generale a Londra – ha fatto da calamita per il settore fintech, che ora conta 135mila operatori in Gran Bretagna. Si sta creando quindi un circolo virtuoso tra finanza e tecnologia, con l’una che stimola l’altra a crescere, innovare e migliorare.
Questo circolo virtuoso va però incoraggiato e sostenuto, spiega Skan: «Ci sono ancora ostacoli da superare, come la difficoltà nel trovare finanziamenti.
Il settore è in rapida crescita e l’interesse da parte delle banche e delle società di venture capital sta aumentando, ma c’è ancora tanto da fare». Per avere un’idea, le società fintech britanniche hanno ricevuto 781 milioni di dollari di finanziamenti dal 2004 a oggi, meno di quanto le loro omologhe di Silicon Valley hanno ottenuto nel solo 2013 (950 milioni). Inoltre quasi metà (47%) del totale sono stati investimenti iniziali a livello di start-up, contro il 27% di Silicon Valley, a conferma dello stato ancora embrionale di gran parte del settore fintech.

Le maggiori difficoltà per le start-up del settore, oltre a quella di reperire finanziamenti, sono nel commercializzare le loro idee e nell’avere accesso alle grandi banche. Per superare questi ostacoli Accenture, assieme alla City Corporation e al Technology Strategy Board, ha lanciato il Fintech Innovation Lab, un programma di sostegno per start-up o comunque società giovani del settore. È un concorso annuale, partito nel 2012, che premia chi ha le idee più innovative ma anche più utili e realizzabili. La collaborazione con le banche fa la differenza, sia mettendo in contatto le start-up con potenziali clienti e sponsor sia permettendo loro di capire quali siano le esigenze pratiche degli istituti finanziari.

«Ormai è la tecnologia il maggiore elemento di differenziazione tra istituti finanziari, un fattore sempre più cruciale» afferma Bruce Mitchell, chief technology officer del Lloyds Banking Group e giudice del concorso.

Se il Fintech Innovation Lab è un’incubatrice per il settore, Level 39 è il passo successivo, un acceleratore di idee e moltiplicatore di progetti. Si tratta del più grande spazio in Europa dedicato al settore fintech, che occupa il trentanovesimo piano di One Canada Square, il più alto grattacielo di Canary Wharf nel cuore del distretto finanziario londinese. «Il nostro obiettivo è fondere il settore finanziario e il settore tecnologico di Londra, rafforzando la posizione della città come capitale digitale d’Europa e promuovendo la trasformazione e l’innovazione del settore finanziario» spiega Eric Van der Kleij, responsabile di Level 39. Start-up e imprenditori possono affittare un ufficio, una stanza o anche solo una scrivania e sfruttare i vantaggi sia della presenza di altri cervelli, sia della prossimità di grandi banche e altri potenziali clienti, sia dei seminari e incontri mirati organizzati da Level 39. «Per dare un’idea di quanto sia dinamico il settore, 682 società hanno fatto domanda di venire qui, e ne abbiamo selezionate 80, – prosegue Van der Kleij. – L’idea è che stiano qui un massimo di dodici mesi per sviluppare le loro idee e poi spicchino il volo». Digital Shadows, ad esempio, si è trasferita da Level 39 a Level 42, in un proprio ufficio tre piani più in alto.

Per Paolo Malaguti, la cui società Aston Corp Analytics ha sede qui, «Level 39 dà una grande visibilitá a una start-up e c’è un clima professionale ma collaborativo, uno spirito di ottimismo e una grande voglia di fare». Secondo Van der Kleij «il vero asso nella manica di Level 39 è la vista sull’intera città: questo panorama ti convince che puoi realizzare qualsiasi sogno».