Alessi, Beretta, Ferrero, Geox, Salewa e Vibram sono eccellenze italiane riconosciute nel mondo con una caratteristica in comune: sono imprese familiari, in cui una o più famiglie concentrano proprietà e gestione. E hanno un merito: sconfessano il falso mito secondo cui le imprese familiari sono avverse al rischio e poco innovative.
Osservando il fenomeno in profondità si scopre infatti che le imprese familiari innovano, ma lo fanno seguendo logiche diverse rispetto ad altre aziende. Nostri recenti studi mostrano come le imprese familiari siano contraddistinte da un paradosso nell’innovazione: sono meno inclini a investire in progetti d’innovazione, nonostante posseggano risorse e capacità superiori per portarli a termine con successo.

Gli studiosi di innovazione si sono sempre interessati ad imprese quotate e a quelle caratterizzate da una netta separazione tra proprietà e gestione, trascurando di esaminare il modo in cui le imprese familiari possono innovare con successo. Questa lacuna impedisce ai decisori nelle imprese familiari di disporre di modelli gestionali in grado di aiutarli nel guidare le loro aziende in percorsi di crescita sostenibili. Si tratta di una grave lacuna perché le imprese familiari dominano i sistemi economici dei paesi più avanzati e di quelli in via di sviluppo.

In Italia l’85% delle imprese private sono familiari e queste impiegano oltre il 70% della forza lavoro totale. Negli Stati Uniti, le imprese familiari generano oltre il 60% del Pil e sono responsabili di più del 60% dell’occupazione complessiva. Rafforzare la capacità innovativa di queste imprese avrebbe una significativa ripercussione sullo sviluppo economico di tutte le economie del mondo, Italia in testa.

Il modello della «Family-driven innovation» da noi promosso è un modello per la gestione dell’innovazione nelle imprese familiari che permette di risolvere questo paradosso e liberare il loro potenziale innovativo. Si basa sull’idea per cui l’approccio con cui un’impresa familiare gestisce l’innovazione debba essere costruito “su misura” sulle sue specificità, rifuggendo modelli manageriali di generale applicabilità (per una descrizione del modello, si veda anche l’approfondimento in realtà aumentata pubblicato qui a fianco).

La mancanza di modelli dedicati è ancora più grave se consideriamo che le best practice per gestire l’innovazione suggerite dalla letteratura manageriale molto spesso non funzionano nelle imprese familiari. Ad esempio, siamo abituati a ritenere che la creazione di team cross-funzionali dedicati sia fondamentale per portare a termine con successo progetti di sviluppo di nuovi prodotti. In realtà, le imprese familiari più innovative tendono a evitare questo approccio e prediligono forme organizzative più flessibili. Inoltre, i manuali di innovazione enfatizzano l’importanza per un’impresa di essere fortemente orientata al futuro, di abbandonare le logiche del passato per anticipare le esigenze dei clienti e i cambiamenti tecnologici. Le imprese familiari ci insegnano, invece, che è possibile innovare attraverso la tradizione, recuperando conoscenze e valori del passato e utilizzandoli come leva per creare nuovi prodotti e servizi di successo.

Si pensi ad esempio ad Aboca, impresa familiare di Sansepolcro (Arezzo), che sviluppa dispositivi medici recuperando antiche erbe officinali – ormai abbandonate da tempo dalla ricerca farmaceutica – e utilizzandole in combinazione con le più moderne biotecnologie. Le imprese familiari sanno innovare attraverso la tradizione per due motivi. In primo luogo, hanno un orientamento di lungo periodo e danno un peso rilevante anche a obiettivi non-economici nei loro processi decisionali, come ad esempio il fatto di tramandare l’impresa attraverso le generazioni. Questo è l’aspetto che rende Kayser Italia – azienda di seconda generazione operante nel settore dell’aerospazio – particolarmente innovativa rimanendo allo stesso tempo saldamente ancorata alla propria tradizione. In secondo luogo, hanno delle capacità uniche di assimilare e reinterpretare conoscenza proveniente dal passato, grazie alla forte condivisione di valori che contribuisce a rafforzare un comune senso di appartenenza tra tutti i loro collaboratori.

Anche se innata in molte imprese familiari, la capacità di innovare recuperando conoscenza dal passato può essere favorita attraverso opportune misure di policy. Misure che ad esempio stimolino la collaborazione tra l’impresa e le istituzioni (storiche o culturali) in grado di aiutarla a tessere legami profondi con le tradizioni stratificatesi nella storia del settore in cui compete o in quella del territorio in cui si colloca. Riscoprire e favorire l’innovazione nelle imprese familiari e riportare questo tema al centro del dibattito politico sembra quindi quanto mai urgente ed in grado di produrre benefici tangibili per la crescita economica del nostro paese.