Un modello ibrido per il nuovo polo creativo di Milano. Su 6mila metri quadrati, la città rilancia l’industria culturale, partendo dalle vocazioni proprie: la moda, il design, l’artigianato, l’editoria, la musica, le arti visive, le nuove tecnologie. “Il modello sarà ibrido per diversi aspetti: funzioni, strumenti, pubblici, modalità di erogazione” spiega Matteo Bartolomeo, presidente di Base. Il progetto, che si concretizza l’inaugurazione degli spazi dell’ex-Ansaldo il 30 marzo, nasce dall’esperienza e dall’alleanza di Arci, Avanzi, esterni, h+ e Make a Cube. “Ci saranno funzioni diverse – come esposizioni temporanee, coworking, incubazione, laboratori, residenze per artisti – che si combineranno in maniera efficace, lasciando però spazio all’imprevedibilità” aggiunge Bartolomeo. I pubblici saranno eterogenei (il fruitore, l’operatore, il fruitore che diviene operatore) e potranno convivere in uno spazio che vuole essere strutturato ma contemporaneamente poco governato. “Allora stesso modo, alcune funzioni saranno gestite da noi direttamente – conclude Bartolomeo che guida Make a Cube, incubatore di startup di valore sociale e culturale – altre da partner che stiamo individuando, altre ancora da soggetti che transiteranno di volta in volta”. Le partnership sono il frutto di una call to action ma comunque la selezione è sempre aperta e in divenire. Anche perché, nei prossimi mesi, Base ha intenzione di farsi avanti anche per la gestione di altri 6mila metri nello stesso spazio, come peraltro era previsto dal bando che era stato indetto dal Comune di Milano.

Base è frutto infatti di un accordo pubblico privato. Il Comune, a seguito del bando, cede i locali in affitto a un prezzo basso, con un contratto di concessione. La cordata si impegna con un business plan a 12 anni a ristrutturare i locali e a gestire il progetto che si è avvalso finora di debiti con le banche, di 1,8 milioni a fondo perduto da parte del Comune stesso, un grant di Fondazione Cariplo per 800mila euro.

La programmazione culturale parte da subito con un’offerta molto ricca. Dapprima la seconda edizione di Book Pride (1-3aprile), la fiera promossa dall’Osservatorio degli editori indipendenti (Odei) dove a Base troverà una sede espositiva tutta quella produzione culturale che è sempre più difficile trovare in libreria, ma anche un fitto programma di eventi sui principali temi di attualità con autori e ospiti di primo piano. In seguito dal 9 aprile, in occasione di Miart, saranno celebrati i primi dieci anni di Le Dictateur, il progetto editoriale fondato nel 2006 da Federico Pepe e Pierpaolo Ferrari, con la presentazione in anteprima della nuova edizione speciale Le Dictateur N.5 a cura di Maurizio Cattelan e Myriam Ben Salah. Infine, nella settimana del Fuorisalone (12-17 aprile) Base si trasforma nel design center e ospita una serie di progetti di respiro internazionale. Saranno presenti fra gli altri: Opendot in collaborazione con Claude Marzotto e Daniela Lorenzi con l’inedita mostra laboratorio Visual Making sul tema della sperimentazione grafica tra digital fabrication e stampa artistica artigianale; la rete europea Human Cities, con una mostra che coinvolge i suoi 11 partner di altrettante città, insieme al Politecnico di Milano e alla Tongji University di Shanghai; due esposizioni realizzate da Connecting the Dots sul tema “Cultura & Mercato”, aspetti opposti di grande attualità nel design; la collettiva di Designersblock, con i progetti realizzati da 60 fra designer indipendenti, emergenti e affermati; lo Smart Park di Reply, un acceleratore di idee guidato dal Design Thinking; la libreria di OnPrintedPaper con Abitare.