Nel recente volume di Lella Mazzoli, “Cross-News” (Codice Edizioni) si analizza il rapporto tra informazione e rete, e in particolare i social network, e si rileva come risulti centrale la costruzione di archivi e la loro navigabilità attraverso piattaforme e forme di convergenza tra media differenti. Le parole d’ordine del sistema comunicativo del web 2.0 sono condivisione, partecipazione e interazione; e gli archivi diventano i luoghi attorno a cui si creano comunità nuove e trasversali e in cui nascono forme nuove di comunicazione e interazione.

Da questo punto di vista il canale YouTube “Cinemaimpresatv”  è davvero un caso emblematico: realizzato nel gennaio 2014 dall’Archivio Nazionale Cinema Impresa, in collaborazione con la Direzione Generale per gli Archivi del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, il canale ospita al momento un migliaio delle oltre 60mila pellicole dell’Archivio Nazionale del Cinema d’Impresa. Video digitalizzati con il sostegno di Regione Piemonte e Compagnia di San Paolo che raccontano la storia dell’industria italiana dai primi del ‘900 a oggi: Agip, Breda, Edison, Eni, Montecatini…

Si tratta di un archivio cinematografico molto particolare che riunisce film di durata, supporti e finalità molto diversi: gli stabilimenti Fiat di Corso Dante a Torino, la produzione dei cappelli Borsalino ad Alessandria, le officine dell’Atm di Torino, la preparazione del Vermouth alla Martini&Rossi di Pessione, la fabbricazione della dinamite ad Avigliana, la nascita di Mirafiori. Documenti spesso di notevole valore cinematografico, come nel caso dei filmati sulla costruzione delle grandi dighe girati da Ermanno Olmi per la Edison e film come Le vie del petrolio di Bernardo Bertolucci per l’Eni. E inoltre opere di Michelangelo Antonioni, Alessandro Blasetti, Paolo e Vittorio Taviani, Silvio Soldini, Valentino Orsini etc. Documentari, promo, cine-notizie e anche caroselli come quelli in animazione girati da Paul Bianchi e Lele Luzzati per la pasta Barilla. Una storia sociale e del lavoro, ma anche una storia dei brand Made in Italy: Vespa, Birra Peroni, Lambretta, Fiat Seicento, Olivetti, Borsalino, Marzotto, Necchi etc.

I dati del canale mostrano come un cosiddetto prodotto di nicchia come il cinema d’impresa, se sa valorizzare la ricchezza della sua proposta ed è in grado di fornire una piattaforma per essere consultato in maniera facile, possa costituire un database interessante per studiosi e ricercatori. L’Archivio ha saputo costituirsi come un vero e proprio media publishing valorizzando i suoi testi e facendo circuitare i suoi prodotti così da intercettare anche utenti differenti e “trasversali”, come ci spiega il direttore dell’Archivio Sergio Toffetti: “Ci sono contatti dalle provenienze più varie, ad esempio ci sono un migliaio di persone che guardano il canale dagli USA, a occhio, direi che sono collezionisti di Made in Italy: Lambretta, Vespa, Lancia etc. ”.

I dati di questa comunità internazionale sono molto interessanti: “Durante la fase di caricamento il canale è stato visto da 165mila utenti provenienti prevalentemente da Italia, Regno Unito e Stati Uniti. Di questi l’84% sono di sesso maschile. In Italia è vista soprattutto da persone tra i 35 e i 45 anni. All’estero invece l’età è tra i 45 e i 50 anni, ma il dato varia a seconda dello sviluppo di internet nel Paese.” La strategia per far conoscere l’archivio e facilitare la diffusione dei suoi video si basa essenzialmente sull’utilizzo dei social network più famosi, Facebook e Twitter. Ma un ruolo fondamentale lo giocano anche i giornali e i siti specializzati che “linkano” i titoli. L’Archivio reale si apre allo spazio virtuale, “gli utenti – ci spiega Toffetti – non si recano più in archivio per consultare il materiale ma ci viene richiesto via mail le ricerca e noi inviamo direttamente i link di You Tube.
Grazie all’acquisto di un telecinema HD a 2K ora possiamo ‘telecinemare’ i film e renderli immediatamente disponibili online.” Il canale You Tube, che affianca il sito dell’Archivio, verrà presentato ufficialmente martedì prossimo a Torino (Archivio di Stato, Piazza Castello). Intanto si annunciano ulteriori sviluppi, visto che nei prossimi mesi saranno caricati sul canale anche i film delle Ferrovie dello Stato.