Nell’ambito del Festival della Cultura Creativa, tra i workshop su “Reinventare l’apprendimento” Urban Experience cura un workshop “nomade” basato sul format di performing media “radio-walkshow”. Un’azione itinerante che si muoverà all’interno del seicentesco Palazzo Altieri per poi girare nel centro storico di Roma e affacciarsi, con discrezione (la conversazione nomade sarà sussurrata), negli altri workshop. L’intervento si connota nell’andamento di una conversazione nomade basata sull’uso di radio-cuffie collegate a una radioricevente (whisper radio) che permette di ascoltare le voci dei walking-talking heads mentre si cammina e di usare gli smartphone per consultare geoblog in cui sono state scritte “storie nelle geografie”.

La peculiarità di questo format è nella rivelazione del conversare “ di fianco” rispetto al solito parlare “di fronte” dove ci si rappresenta, sfidando lo sguardo degli altri. Si condivide un cammino e il parlare trova un suo andamento, sollecitando partecipazione e sottraendo rappresentazione. Il radio-walkshow è un format funzionale in ambito educativo perché attiva quella “porosità pedagogica” per cui ci si predispone a mettersi in gioco, uscire dagli schemi, ad assorbire esperienza diretta, guardandosi intorno, in una sorta di palestra dell’attenzione che si orienta verso l’”apprendimento dappertutto”.

La progettualità di Urban Experience si basa sulla pratica di performing media che usa smartphone e geoblog, esplicitando le potenzialità di storytelling del web integrate con eventi ludico-partecipativi di azione nel territorio, secondo il principio del SoLoMo (Social Local Mobile).

Il concetto di apprendimento dappertutto rientra nel grande tema della “cittadinanza educativa”:  significa riconoscere il principio fondante del concetto di educazione, ovvero un’azione che comporta il fatto di “tirar fuori”, come rivela l’etimo latino educere.

Significa fondamentalmente esplicitare conoscenza e non solo acquisirla,”mettendo dentro” cognizioni secondo i procedimenti didattici ordinari. E’ importante in tal senso associare l’idea di educazione al principio di cittadinanza attiva, in quanto disponibilità a relazionarsi con gli altri nello spazio pubblico delle città e non solo sugli schermi.  O perlomeno far interagire l’azione fisica nelle città con quella digitale nel web. Per chiarire questo doppio passo si sta usando un claim: “piedi per terra e testa nel cloud”, proprio per sottolineare il fatto che esplorare una città può essere “aumentato” dall’uso pertinente del web e del Gps, magari rilanciando lo sguardo prodotto durante l’esperienza nel territorio su social media come twitter e instagram. Guardandosi intorno, ascoltando le voci georeferenziate sulle mappe web dei protagonisti che vivono i territori, mentre si esplora la città (come si farà con gli studenti del Quadraro e di Garbatella) in un’esperienza di apprendimento dappertutto. In questo senso si può intravedere un futuro progressivo dei sistemi educativi che non possono ignorare la necessità di un continuo cambiamento connotato dal web.

Quanto è importante “imparare a imparare”: attivando quella forza motrice dell’apprendimento che comporta un’alimentazione continua dell’attenzione, della curiosità e conseguentemente della selezione di nuove opportunità, quali sono i linguaggi multimediali. E’ qui che scatta il processo virtuoso della conoscenza, alimentata da un uso appropriato delle nuove tecnologie della comunicazione. Bisogna quindi ritrovare il valore del “guardarsi intorno”, partendo dall’assunto che non s’impara solo su libri o su schermi ma dagli altri e dalle cose che ci circondano, creando un’interazione tra i diversi ambiti, sia quelli territoriali sia quelli web. Si tratta di ripristinare il valore filogenetico del “guardarsi intorno”, camminando per le città e anche di considerare il web come nuovo spazio pubblico per l’apprendimento continuo.

Forse il punto cardine è proprio qui: nell’interazione tra web e territorio, inventando format di performing media capaci di attivare nuove forme dell’attenzione, della partecipazione e dell’apprendimento.