Un’indagine giornalistica relativa a un fatto di cronaca, raccontata settimana dopo settimana, ascoltando la viva voce dei protagonisti, senza sapere come andrà a finire. Questo è Serial, il podcast audio di maggior successo degli ultimi anni, con oltre un milione di ascoltatori e più di cinque milioni di download soltanto dall’iTunes Store. Un fenomeno senza precedenti, capace di riportare il podcasting sulla cresta dell’onda, almeno nel mondo anglosassone. La diffusione di smartphone e dispositivi mobili su larga scala ha permesso a questo canale di comunicazione audio on demand di affermarsi negli Usa, con 39 milioni di americani che dichiarano di aver ascoltato un podcast nell’ultimo mese, per il 51% dei casi in mobilità, secondo una indagine Edison Research pubblicata nei primi mesi del 2014.

Serial, conclusa la prima stagione lo scorso giovedì dopo 12 puntate, tornerà quest’anno grazie a una campagna di raccolta fondi tra i propri ascoltatori – l’ascolto e il download sono gratuiti – e il sostegno di alcuni sponsor. A fiutare l’affare non sono solo gli inserzionisti pubblicitari. Dalla scuderia di This American Life – la trasmissione radiofonica forte di cinque milioni di ascoltatori in dowload settimanale, che ha generato come spinoff Serial – si è affermato il produttore Alex Blumberg e la sua Gimlet Media, capace di raccogliere 1,5 milioni di dollari per costruire un nuovo network di trasmissioni in questo formato. Nel lanciare la sua startup, Alex Blumberg ha pensato bene di dedicare a questa avventura una serie su misura, dal nome Startup, in cui raccontare, dall’interno, la nascita e i primi mesi di vita della sua creatura imprenditoriale. La qualità e l’originalità dei contenuti hanno generato un notevole seguito, che ha colto l’interesse degli investitori, tra cui anche Andrew Mason di Groupon e Marco Arment di Tumblr.

Nell’era di internet mobile, il contenuto audio sembra oggi poter godere di una seconda vita, on demand e in streaming. La familiarità del pubblico con l’ascolto di musica in streaming, grazie alle popolari Spotify e Deezer, unito al collegamento sempre più semplificato del sistema audio dell’automobile con il proprio dispositivo mobile, sembrano aver generato una scintilla di nuovo pubblico e nuovo interesse per le storie raccontate a voce. Il pubblico italiano appare educato al podcast – ai vertici dei download italiani svettano le trasmissioni delle radio nazionali più popolari – ma ancora poco consapevole delle potenzialità del mezzo per l’ascolto di contenuti alternativi a quelli degli editori tradizionali. L’offerta non è paragonabile a quella del mondo anglosassone né per qualità e né per varietà, ma le eccezioni non mancano.

I podcast italiani indipendenti di maggior successo sono legati alla tecnologia, all’imprenditorialità e alla scienza. Digitalia, dall’aprile del 2009 pubblica ogni settimana una nuova puntata dedicata all’informazione tecnologica, con taglio divulgativo. Altri casi di successo sono Scientificast e Fantascientificast, da una idea di Paolo Bianchi – tra i primi in Italia a usare il podcast come strumento di pubblicazione – coadiuvato da un vasto team di giovani scienziati. Tra gli argomenti dell’ultima puntata: l’importanza dei vaccini, l’esplorazione dello spazio e il data journalism. Per gli imprenditori di domani Italian Indie pubblica interviste a freelance e lavoratori autonomi, per imparare dalle loro esperienze: oltre 70 gli interventi in archivio.

Se la sezione podcast di iTunes è da sempre la vetrina più popolare dove abbonarsi a nuove trasmissioni, per Android Stitcher è la piattaforma emergente, attraverso cui scaricare e ascoltare i programmi anche offline. Per gli amanti dello streaming Soundcloud è l’archivio audio ideale, grazie alla possibilità di pubblicare il lettore audio in ogni sito o blog e persino su Twitter.