Sebbene la Teoria della Relatività di Einstein abbia raggiunto ormai il secolo di vita, sia considerata una parte fondamentale della fisica e sia alla base di molti oggetti di uso comune, come i navigatori Gps, la maggior parte delle persone non solo ne ignora completamente i principi, ma ritiene che comprenderla sia un’impresa alla portata di poche menti eccelse, del tutto impossibile per l’uomo comune. Anche chi si intende di scienza non di rado considera la Relatività, per non parlare di altre branche della fisica moderna come la meccanica quantistica, come qualcosa di assolutamente controintuitivo, una descrizione del mondo che, a differenza della Fisica classica, contrasta con la nostra esperienza.

Ma è davvero così? O non sarà piuttosto che la nostra percezione è viziata dal fatto che fin da bambini ci è stata insegnata una versione della Fisica ormai vecchia di secoli, e solo all’Università, quando la nostra mente è stata totalmente plasmata da modi di pensare antichi, ci è stato svelato come stanno davvero le cose?

La pensa così il professor David Blair, direttore del Centro internazionale australiano di ricerche sulla gravità, il quale ritiene opportuno spiegare fin da subito ai ragazzini la visione del mondo di Einstein, e ha concretizzato questa idea in un programma scolastico battezzato Einstein-First, “Prima Einstein”. Secondo il professore, studi pilota hanno dimostrato che per un undicenne le idee di Einstein risultano comprensibili senza sforzo, e sembrano complicate e difficili solo per gli adulti che hanno assimilato concetti antiquati di spazio, tempo, gravità e materia.

“Chiunque, non importa se frequenta una remota scuola in una comunità indigena o un istituto privato d’élite, merita di apprendere il funzionamento dell’Universo come meglio lo comprendiamo oggi, non secondo la scienza obsoleta vecchia di 300 anni che riempie tuttora i programmi di fisica”, ha dichiarato Blair. “Tutti hanno il diritto di imparare i concetti su cui si appoggia la moderna tecnologia. Einstein è dentro ai nostri telefoni, perché tutti noi usiamo fisica einsteiniana ogni giorno. Abbiamo il diritto di sentircela spiegare a scuola”.

La visione di Blair è risultata abbastanza convincente da spingere il governo australiano a stanziare 400.000 dollari per la sperimentazione del suo programma, che verrà portata avanti da tre università dell’Australia Occidentale. Un altro milione di dollari è stato raccolto da altri finanziatori, mentre l’Accademia Aeronautica degli Stati Uniti ha versato 460.000 dollari per la costruzione di un telescopio da mettere a disposizione degli studenti. I fondi serviranno a sviluppare e diffondere attività di classe che permettano ai bambini di familiarizzare concretamente con i concetti della fisica einsteiniana, nonché per l’aggiornamento degli insegnanti. Una delle principali difficoltà che incontra la diffusione della fisica moderna è infatti che spesso gli insegnanti sono i primi a non conoscerla e a non capirla. Quando i ragazzini che usufruiranno del programma saranno cresciuti, si vedrà se, un secolo dopo Einstein, sarà nata una generazione in grado di fare davvero proprie le sue idee.