Le città del futuro saranno più sostenibili e intelligenti, grazie a una migliore progettazione e a una diversa articolazione della mobilità. Oggi, però, dobbiamo vedercela con il paesaggio urbano e i flussi di traffico esistenti, di solito non proprio facili da navigare. Da qui nasce una ricerca dell’Enea sull’ubicazione ottimale delle colonnine di ricarica per le auto elettriche, che in questo stadio sembrano uno snodo fondamentale per farle uscire da un mercato di nicchia.

“Abbiamo individuato subito la necessità di un software di ausilio per la pianificazione territoriale delle infrastrutture di ricarica”, spiega Giovanni Pede, responsabile del Laboratorio sistemi e tecnologie di mobilità e accumulo dell’Enea, che si occupa anche di diversi temi correlati, dai sistemi di ricarica contactless alla ricarica rapida, dallo sviluppo del trasporto pubblico locale elettrico agli scenari futuribili, in cui i flussi di energia fra veicolo e rete saranno bidirezionali. “Nella situazione attuale, in cui gli enti pubblici sono sempre a corto di fondi, occorre indirizzare bene gli investimenti e il nostro studio si focalizza proprio sullo sviluppo di nuovi strumenti di calcolo per aumentare l’efficienza e l’affidabilità dei processi decisionali di pianificazione delle infrastrutture elettriche”, precisa Pede.

Per individuare la collocazione ottimale delle colonnine di ricarica all’interno della cerchia urbana di Roma, lo studio si è basato sull’analisi dei big data, in particolare su quelli raccolti da OctoTelematics sugli spostamenti compiuti dai veicoli durante sei giorni lavorativi del maggio 2013, con informazioni sulla posizione, la velocità, i tempi e le distanze percorse. I dati, considerati rappresentativi, sono stati analizzati in profondità e filtrati, in modo da arrivare a una mappa precisa, suddivisa per zone, dei viaggi casa-lavoro, con i flussi orari e i punti di attrazione, per definire i parametri di distribuzione geografica e di dimensionamento delle colonnine. Il risultato tiene conto anche dell’interazione con il sistema elettrico territoriale, delle politiche nazionali e locali in materia di energia e, non ultimo, dell’opportuno ritorno economico agli operatori privati, che dovranno essere coinvolti in un’impresa difficilmente sostenibile dal solo intervento pubblico. Un lavoro estremamente approfondito, ma necessariamente molto teorico, in confronto alla situazione di altre città, come per esempio Parigi, dov’è già presente sul territorio il più esteso sistema di car-sharing elettrico del mondo.

Proprio con Parigi e l’Île-de-France si è alleata l’Enea per concorrere a un bando europeo – insieme al Fraunhofer Institut, all’agenzia Roma Servizi per la Mobilità, all’operatore delle reti di distribuzione della capitale Areti, all’operatore francese di rete Rte e ad alcune imprese private – con un grande progetto di mobilità elettrica basato sulle due capitali, che comprenderebbe un sistema di produzione, accumulo e distribuzione di energia da fonti rinnovabili sul territorio per equilibrare il consumo dei veicoli elettrici, una rete di punti di ricarica, una serie di servizi per gli automobilisti, una piattaforma informatica di gestione della mobilità elettrica aperta a tutti i servizi, un modello di business sostenibile e una serie di raccomandazioni alle autorità locali per una strategia di mobilità sostenibile sul lungo termine.

Il progetto comprende anche un test pilota, con 2mila veicoli per i francesi e mille per gli italiani, sulle due aree che però, al momento attuale, si trovano in condizioni di estrema disparità: da un lato più di 4mila veicoli elettrici circolanti ormai da cinque anni, con 5.500 colonnine distribuite su 1.100 parcheggi e oltre 100mila abbonati stabili, dall’altra 400 quadricicli appena messi in opera da Share’Ngo in un sistema di car-sharing a flusso libero, quindi senza necessità di colonnine, perché le auto possono essere parcheggiate dovunque e vengono ricaricate dagli addetti.