Alla faccia della mancanza di interesse! E’ forse un luogo comune pensare che un tema come la net neutrality sia una questione da intellettuali o guru del web, limitata a pochi circoli ristretti di tecnologi e alle aziende interessate. In effetti non sembra essere così. Perché la Fcc americana ha dovuto rinviare la scadenza per inviare i propri commenti sulla proposta di normativa sulla “open internet”. Motivo? Troppe persone volevano intervenire e non riuscivano a farlo per eccesso di traffico. A metà giornata di giovedì il responsabile delle relazioni esterne della Fcc segnalava che la proposta aveva raccolto più di un milione di commenti: 1.030.000, per l’esattezza! Neanche 24 ore prima la stessa Gigi Sohn aveva registrato il superamento di quota 900.000.

In settimana l’organismo americano che sovrintende al sistema delle telecomunicazioni aveva rinviato di tre giorni, fino a venerdì sera, la scadenza per sottoporre i propri commenti sulla proposta di normativa, così come modificata dal presidente Tom Wheeler, che già aveva sollevato un gran vespaio. Proprio in settimana l’associazione dei colossi del web, da Google ad Amazon a Netflix, aveva ribadito il proprio appoggio a una internet libera e senza discriminazioni di traffico, con corsie preferenziali per alcuni servizi a pagamento, come invece richiesto a gran voce dai grandi operatori telefonici che gestiscono le infrastrutture di rete. Anche un migliaio di esperti di internet raccolti attorno a Pew Research hanno sottolineato le minacce che il progetto di regolamentazione prefigura.

In realtà quella di venerdì sera è solo la prima scadenza formale e le persone hanno ancora tempo fino al 10 settembre per presentare i commenti alle controdeduzioni della Fcc, che ha comunque promesso una decisione finale entro fine anno. La grande partecipazione al dibattito può essere anche spiegata dagli interessi economici in ballo tra chi la struttura la gestisce e chi la utilizza, due gruppi in grado di smuovere le acque della rete. Ma non c’è dubbio che più di un milione di commenti in Usa testimoniano che sono in molti ad aver compreso che sul crinale della net neutrality si gioca il futuro del web libero e indipendente come l’abbiamo conosciuto finora.