Italia Login sarà un ecosistema di servizi che cambierà alla radice quelli già disponibili, per l’interazione cittadino-pubblica amministrazione. Ed è questa rivoluzione che costerà circa 750 milioni di euro, secondo la stima presente nel Crescita Digitale 2014-2020, ora in discussione a Bruxelles. I primi servizi della Pa si vedranno a ottobre.

È quanto risulta a Nova24, dopo aver approfondito il progetto Italia Login, con i tecnici e gli esperti che ci stanno lavorando presso la Presidenza del Consiglio e l’Agenzia per l’Italia Digitale.

Un elemento nuovo, rispetto a quanto si pensava finora, è quindi che a costare 750 milioni di euro non sarà l’interfaccia Italia Login in quanto tale. Quello è il costo per l’intera trasformazione dei servizi digitali della Pa attraverso il paradigma Italia Login.

Come già spiegato (http://nova.ilsole24ore.com/progetti/italia-login-avanti-piano), l’interfaccia sarà Italia.it (in particolare login.italia.it, per identificarsi con le proprie credenziali digitali). Sfrutterà Html 5 e sarà un approccio “single page application”.

Dall’Agenzia per l’Italia Digitale fanno sapere di aver già commissionato un prototipo dell’interfaccia a una software house, per circa 80mila euro.

Il grosso del lavoro sarà però adattare i servizi della Pa a questo nuovo ecosistema, per renderli finalmente fruibili e ben usabili dal cittadino. «Per Italia Login, bisognerà cambiare alcuni servizi. Altri andranno rifatti da zero. Bisognerà mettere in conto anche i costi di assistenza all’utente, con sportelli di vario tipo, e di formazione degli addetti. Tutto questo abbiamo considerato nel calcolo, approssimativo, dei 750 milioni di euro», spiega l’ex direttore generale dell’Agenzia Alessandra Poggiani.

Il cittadino si autenticherà con Spid (Sistema pubblico dell’identità digitale), ma anche (in alternativa) con la carta d’identità elettronica. Anche questo è un elemento nuovo (finora si è parlato solo di autenticazione via Spid). Il decreto sul riordino degli enti locali, appena approvato, stanzia infatti 60 milioni di euro per la “definitiva implementazione della nuova carta di identità elettronica”, e quindi l’ampliamento dell’Anagrafe nazionale della popolazione residente (Anpr). La carta d’identità sarà fisica, con Rfid anticontraffazione. L’Anpr ha pure un ruolo in Italia Login, per rendere più semplice e sicura la gestione dell’identità del cittadino, ma partirà solo nel 2016 (con un processo che prenderà almeno il 2017).

Dopo l’autenticazione, il cittadino vedrà il proprio profilo utente e potrà accedere ai servizi (app) della pubblica amministrazione, i quali saranno coerenti con Italia Login, non solo dal punto di vista tecnico ma anche grafico. È una rivoluzione rispetto ad oggi, perché adesso abbiamo 50mila siti della Pa e 100mila diverse modalità di accesso. Le diverse app vivranno insomma sotto il tetto (e l’egida) di Italia Login, invece di continuare a presentarsi come separate porte di accesso nell’interazione cittadino-Pa. Sarà integrata l’intera interazione: anche l’eventuale pagamento (tramite il “nodo pagamenti Pa” che l’Agenzia sta sviluppando).

Da quando? La presidenza del Consiglio prevede che da ottobre 2015 ci saranno le prime app compatibili “Italia Login”; nel 2016-2017 saliranno a bordo tutte le più importanti per la vita del cittadino. Nel 2018 ci sarà la copertura di gran parte dei servizi utili.

Ci sarà ordine e funzionalità nei servizi digitali della Pa per il cittadino, laddove ora ci sono caos e inefficienze, insomma: è questo lo scopo di Italia Login. Ed è il motivo per cui il progetto occupa una parte così importante delle risorse di Crescita Digitale, su un totale di 4,6 miliardi di euro.