«Crescere facendo impresa» è il titolo del report sull’imprenditoria che The European House Ambrosetti ha realizzato e presenta nel corso della 41a edizione del Forum Villa d’Este che si tiene questo fine settimana. «L’Italia per certi versi è un Paese in ginocchio – afferma Valerio De Molli, managing partner di The European House Ambrosetti – il tasso di disoccupazione giovanile ha raggiunto livelli critici, crediamo che l’imprenditoria sia una strada da percorrere in modo deciso al fine di ridare slancio sia ai giovani sia all’economia».

È questo lo spirito del report: offrire una visione completa e onesta sul concetto di imprenditoria, sul significato che sostenere la cultura d’impresa ha e può avere anche in un Paese come l’Italia:  «Non siamo ossessionati dall’idea che tutti devono essere imprenditori o che se non sei imprenditore non va bene ma siamo consapevoli che è arrivato il momento di fare dell’imprenditorialità un elemento diffuso della società, ciò è fondamentale sia perché chi si sente di avere un sogno e una visione, chi ha in mano un progetto, un’idea di vita deve poter credere in se stesso e trovare un terreno fertile per potere sviluppare le sue ambizioni; sia perché fare imprenditoria oggi non è più come una volta, non servono più i grandi capitali, la tecnologia ha reso possibile a tutti fare impresa e questa è una opportunità che va colta». The European House Ambrosetti diffonderà questo documento nelle scuole grazie a un accordo con il Miur che De Molli presenta questa mattina insieme al ministro Stefania Giannini: «Manderemo i nostri consulenti in giro per le scuole del Paese a illustrare il report e il suo significato, a raccontare le storie di imprenditori che nel report sono sintetizzate, abbiamo anche realizzato un video emozionale in cui bambini raccontano il significato di fare impresa, ci sono analogie tra i bambini e gli imprenditori, entrambi sono curiosi, cercano il gioco, la scoperta, hanno passione e coraggio».

Questa iniziativa è chiave perché per costruire la nuova generazione di imprenditori è fondamentale costruire la cultura della imprenditoria e fare in modo che il valore dell’impresa sia considerato per quello che è e non osteggiato o malvisto, è fondamentale che si inneschi un periodo di profondo cambiamento sia giuridico sua culturale: «Perché si affermi una cultura positiva dell’imprenditoria servono almeno 20 anni di cambiamenti a partire da concetti come il fallimento per arrivare alla consapevolezza della ricchezza diffusa e della crescita che gli imprenditori possono generare, per questo che bisogna iniziare subito».

Un cambiamento che sarà importante monitorare, per questo Ambrosetti ha realizzato l’Employabilty Index che oggi mette in chiara evidenza le complesse cause strutturali della disoccupazione in Italia, l’analisi completa è pubblicata nel report ma si consideri che l’indice che va da 1 a 10, per la Germania è 9,5, per l’Italia 2,2, la media Ue28 è 6,7. Il report analizza ecosistemi internazionale mettendo in luce come i vari attori devono agire: «Anche lo Stato gioca un ruolo che deve essere di indirizzo, di visione sistemica e deve occuparsi delle infrastrutture di base ma possibilmente astenersi da entrare negli aspetti di business e nelle strategie di mercato». La cultura d’impresa è fondamentale come lo è la capacità di generare business, per questo Ambrosetti ha creato il programma Golden Gate per fare incontrare le circa 350 aziende che fanno parte del Club The European House Ambrosetti con le startup:  «Abbiamo già attivato collaborazioni e investimenti tra sette startup (Helpware, Epinova biotech, Carepy, Aenduo, Plumestars, Fermo!Point, Nemoris, ndr) e aziende di medie e grandi dimensioni».