Sotto il tetto di vetro di un moderno magazzino convertito, circa una dozzina di giovani professionisti condividono un ufficio con un tavolo di calciobalilla. Ecco Phénix, una start-up creata nel marzo 2014 da due amici, Jean Moreau e Baptiste Corval. Al cuore della loro società vi è la consapevolezza che lo spreco di cibo è un mercato non sfruttato, al pari di qualsiasi altra risorsa. Phénix – in francese fenice, l’uccello che risorge trionfante dalle ceneri – vuole ridurre lo spreco di cibo funzionando come collegamento tra grandi supermercati e diverse associazioni di beneficenza; mettendo in atto l’economia circolare. Phénix è anche il risultato della ricerca personale del senso della vita del cofondatore Jean Moreau.

L’ex consulente finanziario trentatreenne ha cambiato carriera dopo aver realizzato che non voleva passare “il resto della sua vita compilando dati contabili in Excel per concludere la sua carriera a 50 anni con un sacco di soldi in un conto.” Nei supermercati, i prodotti che sono dichiarati non idonei per il consumo -perché hanno superato la loro data di scadenza o sono danneggiati in qualche modo – sono generalmente accumulati in magazzini in attesa di essere buttati via ricoperti di candeggina o ridotti in ceneri.  “Distruggere questi prodotti comporta un costo per le società”, spiega Moreau mentre scorre tra diapositive di grafici che mostrano i diversi modi in cui i supermercati accumulano costi da deposito e trasporto di prodotti in eccesso, oltre a una tassa di incenerimento. Phénix sta cercando di raggiungere degli accordi con grandi società per aiutarle a smettere di sprecare soldi – o persino farne guadagnare – donando articoli indesiderati.  Grazie alla normativa francese sulle donazioni ad associazione di beneficenza, Phénix può assicurare che le società ottengano una deduzione della tassa equivalente al 66 percento del loro valore. La startup ottiene poi una fetta dei loro risparmi mediante una commissione del 30 per cento.

Qualsiasi prodotto è idoneo per donazione finché detenga un valore contabile, che include articoli alimentari, barattoli di vernice intaccati, giochi da tavolo obsoleti e vestiti della stagione precedente.

La piattaforma di Phénix fornisce ai grandi supermercati dei mezzi semplici per scannerizzare i prodotti che vogliono donare e fornire la data di scadenza. Viene poi realizzato un collegamento tra il distributore e l’associazione, come un riscontro in un sito di incontri.

Les_Echos

Per aumentare la partecipazione di negozi locali più piccoli, Phénix fa il lavoro pesante, fornendo collezionisti che prendono i beni e li consegnano alle associazioni tramite motorini elettrici. Il personale di Phénix aiuta anche a formare gli impiegati del negozio per smistare prodotti e aumentare la loro consapevolezza sui problemi che riguardano lo spreco di cibo.

L’obiettivo principale di Phénix è l’industria della grande distribuzione alimentare – la startup si è già associata con 220 società, tra cui Carrefour, Franprix, Leclerc e Système U. I prodotti non destinati al consumo umano (circa un quarto di tutte le donazioni), vanno a circhi, zoo e acquari.

Nel 2015, la start-up ha riportato un volume d’affari di un milione di euro. Adesso sta lavorando in città francesi oltre a Parigi, come Montpellier, Rennes e Lione, e progetta di aggiungere circa 40 persone alla propria squadra. Allo stesso tempo, si sta aprendo al mercato internazionale, iniziando con Spagna e Portogallo, le cui regole di tassazione su donazione sono simili a quelle in Francia.

Naturalmente, i cofondatori di Phénix temono che qualsiasi cambiamento nella legislazione fiscale francese possa creare ostacoli nel meccanismo del loro sistema di donazione aziendale. Moreau ha anche considerato le implicazioni di una potenziale saturazione del mercato, “Se tutti i supermercati donassero il loro cibo non venduto, ci sarebbe una fornitura superiore alle nostre necessità.”

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