All’inizio del Novecento una delle avanguardie artistiche del secolo, la Jugendstil, sconvolse il panorama europeo con quest’arrembante parola d’ordine: creatività “pura” addio, l’arte va “applicata” agli oggetti della quotidianità, da oggi non più solo utili ma anche belli. In tempi come i nostri, di rivoluzione tecnologica accelerata, questa visione, mutatis mutandis, sembra valere anche per chi questa rivoluzione la sta plasmando in prima linea, con la missione di rendere sempre più accattivanti oltre che funzionali i prodotti consumer più innovativi del mondo, come gli smartphone, i simboli della nuova era della ultramobilità personale iperconnessa. Lasciando stare Apple, indubbia e arcinota protagonista del settore, molte delle ultime novità in arrivo da Oriente, ad esempio, devono tanto al design thinking, se non tutto, come rivela il responsabile del Design Team di ASUS, H.W. Wei, presente guarda caso alla Design Week di Milano per spiegare la “Zensation”, la nuova filosofia del gruppo taiwanese oltre che per lanciare ZenFone 2, modello di punta con prestazioni e look (e prezzo) aggressivissimi: “Il design è ormai cruciale per noi, senza voler esagerare oserei dire che è tutto. Ai nostri ingegneri e sviluppatori insegniamo a progettare la tecnologia pensando in prima battuta al design”. Naturalmente ogni brand interpreta la creatività applicata alla tecnologia in modo diverso. “ASUS, continua Wei, ha identificato nello zen il principio ispiratore dei nuovi prodotti, che nascono per portare equilibrio in un mondo in cui l’uomo ha perso contatto con la natura. Noi pensiamo che la nostra tecnologia abbia il potere di far recuperare armonia ai nostri clienti: ogni nuovo nosotro oggetto d’ora in avanti è e sarà concepito personalizzabile, funzionale e piacevole per chi lo compra”. Dal design tradizionale Novecentesco, che nel frattempo è profondamente toccato dai cambiamenti in atto, tra 3D print e conseguente democratizzazione della produzione, ASUS ha preso soprattutto la massima che “un prodotto o una soluzione devono essere focalizzati sulla comprensione degli effettivi bisogni degli individui, per garantire esperienze realmente entusiasmanti e significative”, conclude Wei, per il quale la tecnologia è ormai un elemento integrato al 100% nella vita quotidiana. E a quanto pare la cosa sta funzionando bene visto che la prima serie di ZenFone, uscita appena un anno fa, ha vinto un top premio di design, il Red Dot Award, per la funzionalità, l’ergonomia, e la piacevolezza nell’utilizzo. Probabile che accadrà lo stesso alla nuova, che sul top di gamma ZE551ML sfoggia un look completamente rinnovato, display IPS+ Full HD da 5,5”, fotocamera PixelMaster evoluta da 13 MegaPixel e 4GB di RAM (primo al mondo). Da segnalare anche la nuova interfaccia per Android “ZenUI”, con funzioni native quali ZenMotion, SnapView, Trend Micro™ e ZenUI Instant Update, che, migliorano usabilità, sicurezza e privacy del telefono. In abbinamento, tanti rivestimenti personalizzabili e rimuovibili per ogni gusto, e anche un nuovo prodotto complementare come lo ZenWatch, smartwatch sulla falsariga di quello di Cuppertino (anche se qui devono lavorare ancora: da segnalare che il device da polso ha un cinturino in vera pelle di manifattura italiana). Anche Samsung ha rivoluzionato i propri smartphone, come dimostrano il Galaxy 6S e Galaxy S6 edge, prodotti completamente nuovi pensati interamente a partire dal design come chiarisce il responsabile del Design Team del brand coreano, Hong Ku Yeo: “Ormai il design gioca un ruolo cruciale nella progettazione degli smartphone, che, da puro prodotto tecnologico con le proprie specifiche sta trasformandosi in prodotto emozionale, e questo significa cambiare completamente il modo di approciarli”. I nuovi smartphone rivelano bene il cambiamento di approccio della casa madre, con la curvatura ai lati dello schermo e materiali innvoativi mai usati prima, come il metallo e il vetro, realizzati ispirandosi ai maestri vetrai e ai fabbri di una volta. In realtà proprio i materiali sono avanzatissimi e molto piacevoli al tatto, come l’alluminio 6013 e il Gorilla Glass 4, che assicurano anche super-resistenza e durabilità in spessori e ingombri sottilissimi. Riprogettate anche le performance tecnologiche e l’interfaccia utente Android, semplificata e quasi interamente personalizzabile a cominciare dal look del dispositivo. Il Galaxy S6 e il Galaxy S6 edge integra un display Quad HD Super AMOLDED da 5.1 pollici che vanta 577 pixel, la più alta densità disponibile, una luminosità 600cd/m2 senza precedenti e eccellente visibilità anche in condizioni di luce diretta. Notevoli le fotocamere: quella frontale è di 5 MP e quella posteriore da 16 MP ad alta sensibilità, luminosa e veloce, dotata di obiettivo F1.9 e sensori ad alta risoluzione che permettono di scattare foto di qualità eccezionale anche in presenza di poca luce. Un altro colosso come LG, concorrente in patria (e nel mondo) di Samsung la pensa allo stesso modo se guardiamo al recentissimo G Flex2, che si dimostra totalmente creato secondo i crismi del design contemporaneo proponendosi come lo smartphone più ergonomico del mondo: lo scafo è completamente curvo, “risultato di quattro diverse curvature in grado di garantire il  massimo della bellezza e della praticità”, rivela Seung Hoon Yu, ricercatore dell’LG MC Design Lab. L’idea è farlo diventare quasi una seconda pelle per gli utenti, in grado di aderire in maniera naturale al profilo del viso. Accanto a un cuore tecnologico avanzato, con una velocissima fotocamera dotata di Auto Focus Laser e feature come Gesture Shot e Gesture View, da notare anche il rivestimento posteriore Self Healing in grado di rigenerarsi molto più velocemente rispetto al suo predecessore, attenuando così i piccoli graffi superficiali causati dall’uso quotidiano.