Garantire ai giovani più vulnerabili l’accesso all’educazione è un potente strumento di giustizia sociale. Anche in questo settore applicare modelli payment by result, nei quali il pagamento è legato ai risultati, può aiutare a cambiare la vita a un numero sempre più consistente di bambini e ragazzi.

Un primo esempio è l’inglese Impetus-Private Equity Foundation che ha presentato nei giorni scorsi una ricerca condotta da Social Finance e il Comune di Newcastle su 8mila ragazzi: il 67% dei giovani disoccupati tra i 17 e i 19 anni proviene da quel 25% di coetanei che ha avuto durante l’infanzia ripetuti contatti con gli assistenti sociali.

Impetus ha dimostrato che con un intervento integrato e tempestivo attraverso il supporto familiare è possibile offrire un’opportunità concreta a questi giovani più vulnerabili di entrare con successo nell’età adulta. La fondazione Impetus ricerca sul territorio le organizzazioni non profit e le imprese sociali con approcci di intervento promettenti per aiutarle a diventare più efficaci e scalare i loro modelli di intervento sociale. Considerando che i Neet (Not In Employment, Education Or Training) costano al governo inglese circa 25 miliardi di sterline all’anno, tenendo conto delle mancate entrate fiscali e del costo dei servizi di assistenza, è evidente l’interesse a identificare politiche di prevenzione che riducano il costo sociale e economico del fenomeno. Impetus ha presentato in quest’ultimo rapporto un modello di intervento in grado di affrontare il problema e di produrre anche un potenziale risparmio per la pubblica amministrazione.

Un secondo esempio è americano, dove gli interventi payment by result hanno trovato terreno fertile. Come ad esempio, il social impact bond (Sib) da 17 milioni di dollari lanciato nel 2014 e basato sul programma del Child-Parent Center Program di Chicago che si prefigge di fornire educazione di elevata qualità alla prima infanzia, per la precisione a 2.620 bambini vulnerabili. I Sib sono una particolare forma di payment by result e prevedono la correlazione tra remunerazione e risultati sociali conseguiti ma anche il coinvolgimento di investitori privati che si dovrebbero fare carico di almeno parte del rischio dell’intervento sociale.

Si tratta del terzo Sib negli Stati Uniti a rilasciare risultati di medio termine e i primi dati sono promettenti. Dei 325 bambini del primo campione in età prescolare, 59% sono stati considerati pronti per l’ingresso alla scuola dell’infanzia. Questo risultato ha fatto scattare il pagamento agli investitori di 500mila dollari, 2.900 dollari per ogni bambino che è stato valutato in grado di affrontare questo passaggio.

Infine, un esempio indiano dove un Development Impact Bond (Dib) ha scalato il programma di Educate Girls in Rajasthan per portare le bambine sui banchi di scuola, ridurre l’ineguaglianza tra maschi e femmine nell’accesso all’istruzione e migliorare il livello di alfabetizzazione infantile. Un Dib è uno strumento costruito secondo la logica del Sib ma applicato alle politiche di sviluppo.

Per avere successo l’iniziativa deve dimostrare di aver raggiunto precisi target sul numero di bambine iscritte a scuola e sui progressi fatti in inglese, hindi e matematica. Pochi giorni fa il valutatore indipendente ha rilasciato i risultati dopo il primo anno di attività sui 15mila bambini inclusi nel programma. Risultati postivi tanto che Ubs Optimus Foundation, l’investitore privato, ha già recuperato il 40% dell’investimento, con ancora due anni di attività davanti. Il 44% delle bambine indentificate ora è sui banchi di scuola ed è stato raggiunto il 23% del target prefissato nei miglioramenti nell’apprendimento. In questo caso l’outcome payer che ha ripagato l’investitore privato, Ubs Optimus Foundation, non è lo Stato ma un’organizzazione filantropica, il Children’s Investment Fund Foundation.

Secondo i coordinatori del programma, uno degli effetti più positivi del modello payment by result è che aiuta a capire cosa funziona e cosa non funziona. Questa capacità di concentrare l’attenzione sugli outcome è stata confermata dagli ultimi dati presentati la settimana scorsa a Lisbona durante il Global Impact Investment Plenary dal Brookings Institution, think tank americano impegnato nell’analisi di questi modelli innovativi.