Quello che solo dieci anni fa sembrava un miraggio o materia per Hollywood oggi è un mercato che supera i 4 trilioni di dollari e si sta diversificando a tutti settori, espandensosi dalla chimica a quello aerospaziale, farmaceutico, tessile, automotive e alla difesa. Un conto che continua a salire secondo le analisi completate della Scuola Normale superiore di Pisa e dell’Istituto italiano di tecnologie per l’Istituto Aspen, ma che esploderà veramente quando il nanotech e il grafene entreranno nella produzione industriale di chip elettronici.

In Italia ci sono almeno 140 aziende che si occupano di nanotech, ma il grafene resta un settore di eccellenza nel quale ancora pochi si cimentano. Oltre a Directaplus, una delle aziende di spicco è Be Dimensional, la spin-off dell’Iit di Genova guidata da Greta Redaelli. Il settore è molto competitivo e avere una ricerca di alta qualità alle spalle è cruciale ma bisogna sapersi integrare con il mondo industriale esistente e i suoi processi.

La start-up genovese, ad esempio, grazie a una tecnologia di produzione permette di ottenere dei foglietti di grafene composti da meno di 10 strati di atomi di carbonio. Il modello di business di Be Dimensional non è però la semplice produzione, ma lo sviluppo di “ricette” industriali per modificare i materiali convenzionali già utilizzati dalle industrie clienti, per esempio le plastiche per i caschi o altre parti di hardware, attraverso l’introduzione di materiali bidimensionali, come appunto il grafene, per conferigli caratteristiche uniche e innovative. Non a caso l’azienda genovese sta ricevendo molta attenzione dai produttori di protezioni per lo sport, interessati ad aumentare la resistenza dei loro prodotti senza modificarne il peso, e di caschi da moto e altri oggetti.

Tra le aziende estere osservate attentamente dagli imprenditori italiani ce ne sono almeno una quindicina tra le oltre 160 censite a livello internazionale. In Gran Bretagna spiccano Applied Graphene Materials, quotata a Londra e con un modello di collaborazione e sviluppo con i clienti simile a quello di DirectaPlus e BeDimensional, ma anche Haydale, specializzata nella funzionalizzazione del grafene che permette di garantire ai materiali caratteristiche particolari di resistenza, durezza o conducibilità elettrica. Negli Usa spiccano XG sciences specializzata nella produzione di film di grafene e la Vorbeck che punta sui wearables. La competizione è serratissima nell’ultrapiccolo e certamente la gara si arrichirà di altri competitor nei prossimi anni.