Una “didattica del fare”, attiva  e inclusiva, che mira a scoprire e sviluppare talenti e capacità creative e realizzative di tutti i bambini e ragazzi dai 4 ai 16 anni. Che faccia leva sulle reti, sulle tecnologie e sui contenuti digitali del XXI secolo, ma che s’ispiri al Rinascimento (quando scienza e arte, bellezza e utilità, competenze e botteghe, teorie e sperimentazioni erano strettamente legate) e alla pedagogia “attiva” dei primi dell‘800 e del ‘900  (Pestalozzi, Montessori, Steiner, Dewey, Vygotsky).

E’ questo il cuore della proposta di Rinascimente, un nuovo progetto di scuola, nato questa estate tra Milano, Perugia, Napoli e Tallinn (Estonia), per iniziativa di un gruppo di insegnanti e dirigenti scolastici raccolto intorno alla Fondazione Enrica Amiotti (di cui l’autore di questo articolo è vicepresidente, ndr), attiva dal 1970 per premiare e diffondere le eccellenze didattiche della scuola statale.

Il Manifesto di Rinascimente su declina i valori e i piani di azione del progetto, che proprio oggi termina il suo secondo incontro fondativo a Napoli. Verranno lanciati quattro macro-poli di competenza, che daranno vita a iniziative formative, a campi estivi e a una nuova web tv, punto di forza del progetto: un polo “matematico-scientifico-digitale”, uno “musicale e artistico/performativo”, uno sui “linguaggi verbali-filosofia per bambini-cittadinanza attiva” e uno dedicato alla “gestione di gruppi, project management e impresa sociale”.  La didattica laboratoriale a tempo pieno consente di personalizzare i percorsi e le sfide formative, così da includere allievi italiani e stranieri, dai bambini con bisogni educativi speciali (Bes) a quelli con elevato potenziale intellettivo.

I semi di Rinascimente sono stati piantati nel 2012, quando la Fondazione Enrica Amiotti ha lanciato un concorso di idee per la didattica digitale e – parallelamente – è stato pubblicato un libro “I sogni dei bambini di Scampia son desideri”, su iniziativa di Paolo Battimiello, il preside del “Virgilio 4” di Napoli, l’Istituto di fronte alle Vele di Scampia.

Nel giro di tre anni sono stato testimone o ispiratore di una serie di “congiunzioni astrali”.  Il libro di Scampia è stato scoperto da un gruppo di maestre capitanato da Anna Locchi del “G.Cena” di Perugia, alfiere di una “scuola del fare” che include la didattica circense e molti laboratori creativi, attivando un gemellaggio tra il “Virgilio 4” e il “Cena”.  Il maestro Giosuè Verde e alcune colleghe del “Virgilio 4” hanno vinto uno dei tre premi del nostro concorso, con un progetto basato su laboratori matematici, digitali e teatrali in cui i bambini delle 4a e 5a della primaria “sbriciolano” la matematica e la trasmettono in maniera divertente ai bimbi più piccoli. La Fondazione Enrica Amiotti ha seguito e supportato il progetto con un totale di 20.000 euro, arricchendo il sito atuttalim.

Infine un dialogo stretto tra la Fondazione, dirigenti e insegnanti del “Cena” e del “Virgilio 4”, e una collaborazione con le Fondazioni Ismu e Perugiassisi 2019, ha dato vita al primo incontro Rinascimente a Perugia nel luglio scorso e gettato le basi del Manifesto. Del gruppo promotore fanno già parte docenti, esperti e dirigenti delle provincie di Sondrio, Milano, Mantova, Cremona, Verbania, Padova, Vicenza, Savona, Imperia, Firenze, Perugia e Napoli. Altri se ne aggiungeranno grazie ai Bandi “Dal Sogno al Progetto” e “Didattica del Fare (scade il 30 novembre), a coloro che firmeranno il Manifesto di Rinascimente e agli insegnanti di Paddi, il corso online per la Patente per la didattica dIgitale, realizzato da Fondazione Amiotti insieme ad Aica e Accademia “Adriano Olivetti”.

Rinascimente – come iniziativa organizzata “dal basso”, supportata da Istituzioni educative non-profit e con respiro europeo – partecipa al dibattito pubblico sulla “Buona Scuola” del Governo Renzi e ambisce a diventarne un’avanguardia applicativa, con particolare riguardo alle attività laboratoriali, alla matematica, lingue straniere, musica, a tutti i linguaggi verbali e non-verbali e all’intercultura, oltre che come palestra nelle relazioni tra Scuola, famiglia, territorio e imprese sociali.