Non è un villaggio globale, come quello di Marshall McLuhan, ma in compenso è un villaggio intelligente, con illuminazione, mobilità, edifici intelligenti e perfino una smart community. Il progetto dell’Enea, in via di realizzazione nel comprensorio del centro ricerche alla Casaccia, utilizza l’illuminazione pubblica come infrastruttura di base, nella quale vengono integrati altri servizi intelligenti, come la gestione a controllo remoto della mobilità interna e degli impianti negli edifici.

L’obiettivo è aumentare al massimo l’efficienza energetica del villaggio, attraverso un approccio “energy on demand”, che è il tema comune di tutte le applicazioni. Per fornire energia e risorse dove e quando sono realmente necessarie, le diverse applicazioni dialogano con un sistema centrale di controllo, che provvede a incrociare le richieste di ognuno con l’offerta energetica più adeguata. Gli stumenti di controllo e di regolazione della domanda e dell’offerta sono essenziali per la diffusione delle fonti rinnovabili, che hanno bisogno di risposte in tempo reale, per controbilanciare l’instabilità del sole e del vento.

Il progetto, che ha vinto recentemente il Premio Smart City dell’Anci, punta ad applicare uno strato d’intelligenza sull’illuminazione interna ed esterna, sugli impianti e sulla mobilità, per offrire ai piccoli Comuni un esempio di gestione ottimale delle risorse, con il coinvolgimento di una serie di partner pubblici e privati, come il Politecnico di Torino, Roma Tre e l’Università Politecnica delle Marche, oltre ad Almaviva, Energy Team, Umpi Elettronica, iGuzzini e Smart I.

“Attualmente è in fase di ultimazione un’installazione di Smart Street, che prevede la realizzazione di un viale led con telegestione adattiva e il controllo ottimizzato degli otto edifici che insistono sul viale”, spiega Mauro Annunziato, responsabile del progetto e coordinatore del dipartimento Enea che studia le tecnologie innovative per l’ecoindustria. “L’impianto d’illuminazione, grazie all’elevata efficienza dei led, consente di ridurre la potenza impiegata mentre la possibilità di telegestire il singolo punto luce permette di adattare il flusso luminoso erogato alla domanda dell’utenza. Il sistema di telegestione è sincronizzato con il sistema di controllo dagli accessi al centro e integrato con la rilevazione dei flussi di pedoni e veicoli grazie all’impiego di telecamere installate alle estremità del viale. Analogamente, per gli edifici, l’energia viene erogata in funzione della presenza degli occupanti e della condizioni ambientali sia interne che esterne”, precisa Annunziato.

Ma lo Smart Village è solo uno dei 10 progetti pensati dai ricercatori dell’Enea per i Comuni italiani, incentrati sulla realizzazione di servizi smart per l’illuminazione pubblica, la mobilità sostenibile, la gestione energetica di edifici, il monitoraggio ambientale, la sicurezza, il ciclo dei rifiuti, le reti idriche ed energetiche, come City 2.0 in corso all’Aquila o Res Novae, un progetto mirato allo sviluppo di una piattaforma integrata per la distribuzione energetica, la gestione del traffico e il monitoraggio in tempo reale del centro urbano. Del pacchetto di iniziative per la smart city fanno parte anche il progetto Pell per la realizzazione di un centro di diagnostica sui consumi energetici e le prestazioni d’impianti d’illuminazione e di edifici pubblici, o il progetto Espresso per l’utilizzo delle cabine elettriche secondarie come centri di servizi smart per gli utenti della rete.

All’efficienza energetica per il servizio dell’illuminazione pubblica è dedicato anche il progetto Lumière, a cui hanno già aderito 800 comuni. Smart Basilicata, Brescia Smart Living, RoMA per la sicurezza dell’area metropolitana e CIPRNet per la protezione delle infrastrutture critiche completano il pacchetto.

@elencomelli