Quando virus o batteri nocivi invadono il corpo umano, questi vengono individuati a partire dalla presenza di sostanze chiamate antigeni, che scatenano una reazione immunitaria: vengono prodotti anticorpi specifici per eliminare l’intruso. Purtroppo non sempre questo meccanismo funziona: è il caso del cancro, che nelle sue varie forme attacca 14 milioni di persone all’anno (un numero di cui è previsto un ulteriore aumento nel prossimo decennio), e le cui cellule si possono diffondere nel corpo senza che il nostro sistema immunitario le identifichi come nocive. Da tempo gli scienziati sono alla ricerca di anticorpi in grado di attaccare le cellule cancerose. Ma non solo: devono anche poter circolare all’interno del corpo umano senza scatenare a loro volta una reazione immunitaria, che ne annullerebbe l’efficacia.

I primi a riuscirci furono Cary Queen e Barry Selick, due scienziati statunitensi che per questo sono in lizza per ottenere l’European Inventor Award, nella categoria “Paesi extraeuropei”. Il risultato fu ottenuto dai due nel 1988-89, mentre lavoravano insieme presso i Protein Design Labs (oggi ribattezzati Pdl BioPharma), un azienda fondata dallo stesso Queen per ricercare nuove terapie per malattie gravi. Selick fu uno dei primi dipendenti dell’azienda, e insieme i due riuscirono a mettere a punto degli anticorpi “umanizzati”. Combinando la tecnologia degli anticorpi monoclonali (immunoglobuline) con tecniche avanzate di manipolazione del Dna, ottennero anticorpi dotati di un patrimonio genetico compatibile con quello umano per oltre il 90%. Erano perciò in grado di reagire alla presenza di determinati antigeni, ma senza essere a loro volta attaccati dal sistema immunitario.
A partire da queste ricerche fu sviluppato un metodo di umanizzazione degli anticorpi, approvato dalla Fda statunitense, messo sul mercato nel 1997 col nome di Zenapax in collaborazione con Roche, e usato per la prevenzione di reazioni di rigetto nei trapianti di rene. Successivamente Queen e Selick hanno proseguito le loro ricerche, ottenendo l’approvazione di 15 medicinali anticancro basati sulla tecnica dell’umanizzazione. Tra questi il Trastuzumab (nome commerciale Herceptin), contro il cancro alla mammella, e il Bevacizumab (nome commerciale Avastin), contro vari tipi di cancro inclusi quelli intestinali. Dai metodi di Queen e Selick derivano alcuni dei più promettenti trattamenti medici odierni, non solo contro il cancro, ma anche contro la sclerosi multipla, l’artrite reumatoide, l’asma e molte altre gravi malattie.

Selick è attualmente amministratore delegato della Threshold Pharmaceuticals, mentre Queen è presidente di Galaxy Biotech. Nel 2013 Avastin e Herceptin sono risultati rispettivamente il settimo e l’ottavo farmaco più venduto al mondo, per un volume d’affari di sei miliardi di dollari ciascuno. Nello stesso anno Pdl BioPharma ha incassato 400 milioni di dollari di royalties sui metodi di umanizzazione. “Grazie alla loro invenzione, il sistema immunitario è in grado di combattere malattie che prima neppure riconosceva”, ha dichiarato il presidente dell’EPO, Benoît Battistelli, motivando la loro candidatura all’Eia.