Realizzare tessuti innovativi, sostenibili e di qualità partendo dagli scarti degli agrumi, quelli inevitabilmente presenti nella lavorazione industriale. Un’idea innovativa diventata negli anni impresa grazie alla ricerca e alla tenacia di due giovani startupper siciliane. A pensare a questa soluzione sostenibile sono state Adriana Santanocito ed Enrica Arena, fondatrici di Orange Fiber e oggi in società con Francesco Virlinzi, Antonio Perdichizzi e Corrado Blandini.

Passione per il tessile e amore per la Sicilia. «Abbiamo deciso di sviluppare filati vitaminici dagli agrumi, creando un tessuto che affianchi l’innovazione dei brand di moda», racconta Enrica Arena, trentenne catanese co-fondatrice di Orange Fiber, in tasca una laurea in Cooperazione Internazionale per lo sviluppo. Così nel 2012 dalla collaborazione con il Politecnico di Milano è nato un nuovo processo per creare un tessuto utilizzando le oltre 700mila tonnellate di sottoprodotto che l’industria di trasformazione agrumicola produce ogni anno in Italia e che altrimenti andrebbero smaltite, con costi rilevanti per l’industria del succo di agrumi e per l’ambiente.

Dallo scarto al valore. Ricerca, innovazione, sostenibilità e molto altro ancora. Perché dietro Orange Fiber c’è un nuovo modo di produrre, valorizzando gli scarti della trasformazione agrumicola e creando nuove opportunità di business. È proprio questa idea di trasformazione del sottoprodotto dell’industria agrumicola a fare la differenza. «Di fatto si tratta di un residuo ingombrante, che finora ha rappresentato un grosso problema per l’intera filiera. Noi lo abbiamo trasformato in una nuova risorsa per il rilancio del tessile made in Italy, contribuendo al contempo alla risoluzione del problema dello smaltimento», precisa Enrica Arena.

L’estrazione della materia prima come fattore ambientale di valore. «Paragonato alle fibre cellulosiche artificiali esistenti, sia quelle derivate da legno che da canapa e bambù, noi riutilizziamo un sottoprodotto, riducendo così lo sfruttamento di terra e acqua e l’uso di pesticidi inquinanti». Nasce così un processo produttivo innovativo, sostenibile, unito alle specifiche tecniche dei tessuti prodotti, alla loro qualità e alla grande varietà degli ambiti applicativi da questi offerti.

La Sicilia che ripensa filiere. Benvenuti allora nella Sicilia che fa ricerca, studia soluzioni innovative, ripensa catene di processo ormai collaudate e non sempre sostenibili: è qui che di fatto nasce questa avventura che sta scalando interesse e fatturato: riconoscimenti in ogni angolo del mondo, percorsi di mentoring e investitori privati. Poi nel 2014 il primo prototipo: un esclusivo filato di acetato da agrumi alla seta in due varianti: raso tinta unita e pizzo, insieme a due varianti di filato di colore giallo e arancio. Ma il viaggio imprenditoriale di Orange Fiber si arricchisce anche del bando di finanziamento Smart&Start di Invitalia. E nel 2016 arriva il primo impianto pilota per l’estrazione della cellulosa da agrumi e oggi, con la vittoria del Global Change Award, l’iniziativa lanciata dall’organizzazione non profit H&M Foundation. Più di recente la maison fiorentina Salvatore Ferragamo crea la Ferragamo Orange Fiber Collection.

Un progetto di impresa made in Italy ma che oggi coinvolge nella sua filiera anche mercati mondiali. Infatti la prima parte della trasformazione avviene in Sicilia, dove la cellulosa utile per la filatura viene estratta per essere poi mandata in Spagna, dove un’azienda partner la trasforma in filato. Infine rientra in Italia, in una tessitura comasca. «Lì avviene la trasformazione in prodotto, ovvero in un tessuto sostenibile di alta qualità per il settore moda e lusso. Il carattere innovativo del progetto riguarda quindi sia il processo brevettato che la creazione di una filiera industriale nuova: ci innestiamo trasversalmente in filiere esistenti e uniamo settori industriali diversi come l’agrumicolo e il tessile», precisa Enrica Arena. Orgogliosa di come una startup in fondo stia ripensando un mercato, un ecosistema, un modo di produrre e di vendere. Partendo dal cuore della Sicilia e arrivando al resto del mondo.