Non solo artisti e grandi produzioni. La music industry si sta diffondendo in ogni direzione con startup che vogliono valorizzare tutto il potenziale italiano, a cominciare dall’audience. «Nei festival inglesi un partecipante su quattro è straniero, in Italia uno su 20» racconta Alessia Naldini, 30 anni, co-fondatrice di Butik, srl impresa sociale che vuole aumentare la presenza di stranieri nei 150 festival italiani di alto livello che attirano ogni anno 15-20mila persone ciascuno in piccoli borghi, castelli, piazze . Butik offre consulenza e comunicazione e cura l’ospitalità e l’esperienza. «Diamo tutti i servizi necessari affinché questi festival abbiano un forte impatto culturale ed economico» aggiunge Naldini, al termine di un percorso di incubazione con il programma di Innovazione culturale di Fondazione Cariplo.

Butik è una delle realtà che sarà presto accolta nello spazio di coworking – dotato di quasi 50 postazioni – da Music Innovation Hub, polo milanese lanciato nel novembre scorso e che oggi inaugura le musicRooms, dentro a Base Milano. «L’industria musicale ha diversi pilastri che vogliamo supportare. Accanto alla produzione discografica e al crescente mercato della musica live c’è un’area composta da aziende con progetti innovativi che ruota attorno al mondo della musica, delle produzioni, degli artisti» racconta Dino Lupelli, diretto di Music Innovation Hub (Mih). Arriveranno anche quattro startup pronte per un programma di accelerazione, frutto della selezione avviata l’anno scorso con Cariplo Factory. C’è Musa che vuole portare l’educazione musicale ai bambini, rendendola accessibile e divertente. ANote Music è invece una piattaforma in cui chiunque potrà investire e guadagnare dal mercato delle royalties e dei diritti. Ci sarà anche Koral, impresa sociale nata dalla passione di sei amici per il canto corale: si è prima declinata in un blog e poi in una piattaforma online, Vokalia, creata per facilitare l’apprendimento dei brani a più voci. Ci sarà Nuwa Technologies, che produce software, hardware, app per l’industria musicale.

Sul versante della produzione musicale invece Mih ha ascoltato in questi mesi più di cento artisti a livello nazionale e ne ha scelti 13 grazie alla partnership con la piattaforma MusicRaiser. A loro offre una gestione completa – sotto il cappello dell’etichetta Futurissima – per quanto riguarda management, diritti, booking, produzione, promozione. L’intento è non solo scoprire nuovi talenti italiani ma promuoverli all’estero attraverso la piattaforma internazionale Linecheck. «Music Innovation Hub è la prima Spa impresa sociale nata in Italia. La musica è un bene comune con un grande impatto economico e sociale» spiega Andrea Rapaccini presidente di Mih, che nasce dalla collaborazione fra Oxa (società che gestisce Base), Fondazione Social Venture Giordano dell’Amore (key investor di Mih) e Music Management Club Srl.

«La musica costituisce uno straordinario strumento educativo e comunicativo, per la sua naturale capacità di generare innovazione, connessioni e talenti, indirizzandoli verso pubblici ampi ed eterogenei. Per questo motivo, Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore, braccio strategico e operativo di Fondazione Cariplo nell’ambito degli investimenti a impatto sociale, ambientale e culturale, ha sostenuto sia la nascita di Mih sia lo sviluppo delle attività di Base investendo nella loro capacità di generare intenzionalmente impatto sociale e culturale» spiega Giovanni Fosti, presidente di Fondazione Cariplo.

Nell’ottica di essere una realtà aperta Mih ha lanciato l’appello per un azionariato diffuso. Tra i primi a rispondere Gisella Zinelli Rignano, vedova di Guido Rignano, amministratore delegato e ultimo azionista della “Ricordi italiana”, prima etichetta europea creata nel 1808, che lanciò giovani talenti come Gioachino Rossini, Vincenzo Bellini e Gaetano Donizetti.

Non solo artisti e grandi produzioni. La music industry si sta diffondendo in ogni direzione con startup che vogliono valorizzare tutto il potenziale italiano, a cominciare dall’audience. «Nei festival inglesi un partecipante su quattro è straniero, in Italia uno su 20» racconta Alessia Naldini, 30 anni, co-fondatrice di Butik, srl impresa sociale che vuole aumentare la presenza di stranieri nei 150 festival italiani di alto livello che attirano ogni anno 15-20mila persone ciascuno in piccoli borghi, castelli, piazze . Butik offre consulenza e comunicazione e cura l’ospitalità e l’esperienza.

«Diamo tutti i servizi necessari affinché questi festival abbiano un forte impatto culturale ed economico» aggiunge Naldini, al termine di un percorso di incubazione con il programma di Innovazione culturale di Fondazione Cariplo.

Le startup pronte per l’accelerazioneButik è una delle realtà che sarà presto accolta nello spazio di coworking – dotato di quasi 50 postazioni – da Music Innovation Hub, polo milanese lanciato nel novembre scorso e che oggi inaugura le musicRooms, dentro a Base Milano. «L’industria musicale ha diversi pilastri che vogliamo supportare. Accanto alla produzione discografica e al crescente mercato della musica live c’è un’area composta da aziende con progetti innovativi che ruota attorno al mondo della musica, delle produzioni, degli artisti» racconta Dino Lupelli, diretto di Music Innovation Hub (Mih). Arriveranno anche quattro startup pronte per un programma di accelerazione, frutto della selezione avviata l’anno scorso con Cariplo Factory. C’è Musa che vuole portare l’educazione musicale ai bambini, rendendola accessibile e divertente. ANote Music è invece una piattaforma in cui chiunque potrà investire e guadagnare dal mercato delle royalties e dei diritti. Ci sarà anche Koral, impresa sociale nata dalla passione di sei amici per il canto corale: si è prima declinata in un blog e poi in una piattaforma online, Vokalia, creata per facilitare l’apprendimento dei brani a più voci. Ci sarà Nuwa Technologies, che produce software, hardware, app per l’industria musicale.

Giovani talenti Sul versante della produzione musicale invece Mih ha ascoltato in questi mesi più di cento artisti a livello nazionale e ne ha scelti 13 grazie alla partnership con la piattaforma MusicRaiser. A loro offre una gestione completa – sotto il cappello dell’etichetta Futurissima – per quanto riguarda management, diritti, booking, produzione, promozione. L’intento è non solo scoprire nuovi talenti italiani ma promuoverli all’estero attraverso la piattaforma internazionale Linecheck. «Music Innovation Hub è la prima Spa impresa sociale nata in Italia. La musica è un bene comune con un grande impatto economico e sociale» spiega Andrea Rapaccini presidente di Mih, che nasce dalla collaborazione fra Oxa (società che gestisce Base), Fondazione Social Venture Giordano dell’Amore (key investor di Mih) e Music Management Club Srl.

Impact investing «La musica costituisce uno straordinario strumento educativo e comunicativo, per la sua naturale capacità di generare innovazione, connessioni e talenti, indirizzandoli verso pubblici ampi ed eterogenei. Per questo motivo, Fondazione Social Venture Giordano Dell’Amore, braccio strategico e operativo di Fondazione Cariplo nell’ambito degli investimenti a impatto sociale, ambientale e culturale, ha sostenuto sia la nascita di Mih sia lo sviluppo delle attività di Base investendo nella loro capacità di generare intenzionalmente impatto sociale e culturale» spiega Giovanni Fosti, presidente di Fondazione Cariplo.Nell’ottica di essere una realtà aperta Mih ha lanciato l’appello per un azionariato diffuso. Tra i primi a rispondere Gisella Zinelli Rignano, vedova di Guido Rignano, amministratore delegato e ultimo azionista della “Ricordi italiana”, prima etichetta europea creata nel 1808, che lanciò giovani talenti come Gioachino Rossini, Vincenzo Bellini e Gaetano Donizetti.