New York – Microsoft tratta l’acquisizione di TikTok. Il negoziato sul futuro della popolare video app di proprietà del colosso Internet cinese ByteDanc è scattato mentre l’amministrazione Trump, citando preoccupazioni di sicurezza nazionale, ieri sera si apprestava a intervenire duramente contro il servizio, per metterlo nei fatti al bando o quantomeno richiedere che ByteDance ceda TikTok e le sue operazioni americane. ByteDance è valutato cento miliardi di dollari.

TikTok è cresciuta da piccola app di video musicali nel 2014 a un social media con oltre 800 milioni di utenti globali mensili. Ha cercato di rassicurare le autorità americane affermando la propria indipendenza gestionale e tecnologia dalla casa madre. Di recente ha anche assunto a capo delle attività Usa l’ex alto dirigente di Disney Kevin Mayer e discusso il possibile ingresso di investitori statunitensi quali Sequoia Capital e General Atlantic, che avrebbero rilevato una quota di maggioranza da ByteDance. Microsoft con l’operazione potrebbe sbarcare in grande stile sulla frontiera dei social media. Le manovre sul tech globale sono in corso mentre tutti i colossi statunitensi del settore, oltre a Microsoft, stanno dando nuove prove di forza.

Buoni profitti per le «big tech»
Apple, Amazon, Alphabet e Facebook nell’ultimo trimestre, nonostante la pandemia, hanno riportato un tesoro collettivo di profitti da 28 miliardi di dollari. Mentre tra aprile e giugno l’economia collassava e la Corporate America soffriva tracolli degli utili, l’ecosistema di questi colossi, che a Wall Street valgono ormai cinquemila miliardi di market cap, ha non solo retto l’impatto del coronavirus ma spesso messo a segno una crescita al di là delle attese. Tanto che i titoli di Big Tech – con l’eccezione di Alphabet, la meno brillante nei conti – hanno ieri sprintato in Borsa tra il 4% e il 9%, capaci di gonfiare di quasi 300 miliardi il loro valore. Un andamento che dà credibilità alla loro continua leadership: da inizio anno Amazon è in rialzo del 74%, Apple del 40%, Facebook del 23% e la stessa Alphabet del 13 per cento.

Lo split azionario di Apple
Apple, leader assoluto della market cap con 1.800 miliardi, ha riportato aumenti generalizzati delle vendite, compreso il prodotto di punta e sotto assedio dell’iPhone. Dopo aver incassato 11,25 miliardi in utili, ha annunciato un imminente split azionario che dovrebbe attirare nuovi eserciti di investitori alla sua corte. Facebook ha continuato ad arruolare utenti, ormai 3,14 miliardi sulle diverse piattaforme, archiviando un balzo del 98% nei profitti a 5,2 miliardi; Amazon li ha raddoppiati a cinque miliardi, smentendo timori di perdite per i costi imposti dalla pandemia, facendo leva su incrementi dei ricavi del 40 per cento. Alphabet e la controllata Google hanno risentito del primo declino nelle entrate nella storia aziendale, una caduta del 2% a causa di riduzioni dell’8,1% nella raccolta pubblicitaria danneggiata dal Covid. E gli utili netti sono scivolati del 30% a 6,9 miliardi. Ma ha ugualmente battuto i pronostici e segnalato recuperi sul finire del trimestre. Le robuste performance hanno tuttavia un lato oscuro: potrebbero intensificare le inchieste che denunciano lo strapotere dei protagonisti tech. I vertici di Apple, Amazon, Alphabet e Facebook mercoledì sono comparsi ad una audizione del Congresso che ha minacciato interventi antitrust e di supervisione per combattere pratiche anti-concorrenziali ed eccessiva influenza. Microsoft potenziata da TikTok potrebbe a sua volta finire nel mirino.