«Abbiamo affrontato il periodo di lockdown e quello successivo senza mai interrompere le attività così come hanno fatto le startup che abbiamo in portafoglio. E lo abbiamo fatto con una grande attenzione alla gestione e allo sviluppo. Questo ci ha portato a chiudere la semestrale con un margine operativo lordo (Ebitda) positivo, che per una holding di partecipazione in startup e in società innovative non è banale». Marco Gay, amministratore delegato di Digital Magics, commenta così con Il Sole 24 Ore i dati della semestrale appena pubblicati, che hanno evidenziato un margine operativo lordo positivo per 0,2 milioni, che si confronta con un dato negativo per 0,1 milioni dello stesso periodo del 2019. A incidere sul risultato, specidica la società, è stata anche una forte razionalizzazione dei costi.

I primi sei mesi del 2020 si sono chiusi con un risultato netto negativo per 0,5 milioni (negativo per 0,8 milioni al 30 giugno 2019), con svalutazioni in attività finanziari pari a 0,7 milioni, a fronte di ricavi per 1,3 milioni (1,5 milioni al 30 giugno 2019). «Nel semestre non abbiamo interrotto gli investimenti né nelle nuove iniziative né nei follow on delle nostre partecipate. E anche grazie all’attenzione che le istituzioni hanno riservato all’innovazione e alla tecnologia, abbiamo concluso in questi giorni diversi aumenti di capitale per 3,5 milioni di euro con il supporto di Cdp Venture Capital» sottolinea Gay, che precisa: «Le startup che abbiamo in portafoglio nel primo semestre hanno ricevuto investimenti complessivi per circa 3 milioni di euro, di cui un terzo lo abbiamo investito noi. Non abbiamo indietreggiato, con serietà e attenzione alla gestione».

Il periodo ha visto anche una exit: «Abbiamo venduto a Klarna Bank AB la nostra partecipazione in Moneymour, specializzata in prestiti istantanei, e abbiamo realizzato un IRR superiore al 100%» spiega Gay, ammettendo anche: «Non è mancato chi non è riuscito a superare il momento e abbiamo avuto 2 write off nel periodo, ma si tratta di eventi naturali per il nostro settore».

Il periodo è stato certamente sfidante ma il numero uno della holding di partecipazioni in startup e pmi innovative, quotata all’Aim di Borsa Italiana, ci tiene a sottolineare: «Non abbiamo avuto un minuto di discontinuità e così anche le nostre partecipate. Il nostro focus è l’innovazione e la tecnologia e in questo momento questo assume un valore strategico. In questo periodo molte delle nostre partecipate hanno saputo riadattarsi e cogliere l’esplosione che il digitale ha portato. Inoltre stanno procedendo le nostre attività nell’open innovation e abbiamo 10 programmi in corso».

La posizione finanziaria netta si attesta a 2 milioni (1,4 milioni al 31 dicembre 2019), con un indebitamento a medio-lungo termine di 3,5 milioni (Euro 2,9 milioni al 31 dicembre 2019) e con 2,9 milioni di disponibilità liquide sostanzialmente invariato nei 6 mesi di riferimento (2,8 milioni di euro al 31 dicembre 2019). «Abbiamo una posizione finanziaria netta positiva per 2 milioni e con disponibilità liquide da 2,9 milioni di euro, quindi siamo in grado valutare nuovi investimenti perché ne abbiamo la possibilità» commenta il ceo di Digital Magics, concludendo: «Nei primi mesi del secondo semestre abbiamo investito in 5 nuove startup e stiamo continuando a fare scouting. Il nostro atteggiamento non cambia, nonostante la cautela, perché grazie anche all’attenzione delle istituzioni è possibile continuare nel percorso di ricerca di talenti e investimenti. Stiamo lavorando con la massima determinazione perché malgrado il momento non vogliamo ci siano differenze nelle attività della nostra azienda rispetto a quello a cui siamo abituati. Non è facile, ma l’obiettivo che stiamo perseguendo con tutto il team».