Dai circa duemila dipendenti di inizio 2017, Amazon Italia è passata a oltre 5500 posizioni a tempo indeterminato a fine 2018, con un aumento del 175% in appena due anni. Il colosso di Seattle, al momento la maggior società mondiale assieme a Microsoft, ha investito oltre 1,6 miliardi di euro nelle sue attività italiane dal lancio nel 2010, di cui oltre 800 milioni nel solo 2018.

In Italia sono state assunte persone con ogni tipo di esperienza, istruzione e livelli di competenza, da ingegneri e sviluppatori software alle posizioni di livello base, e in diverse aree del Paese, da Milano a Passo Corese (Rieti), da Vercelli a Castel San Giovanni (Piacenza), da Torino (dove la multinazionale ha aperto un nuovo centro di sviluppo dove si “insegna” l’italiano ad Alexa) a Cagliari. Le retribuzioni sono competitive (1400 euro netti al mese per i magazzinieri) e i benefit numerosi, inclusi programmi innovativi per il settore, come Career Choice, e programmi d’avanguardia di congedo parentale.

Ma come riuscire a passare il colloquio conquistando il posto di lavoro? Amazon ha un processo di screening delle migliaia e migliaia di candidature particolarmente lungo e sofisticato anche per un gigante hi-tech Usa, con lunghi colloqui telefonici e molteplici colloqui personali (da due a sette) di durata variabile tra i 45 e i 60 minuti l’uno, con diversi manager e selezionatori. A cosa guardano nel processo di selezione? Quali sono le doti personali irrinunciabili per riuscire a essere assunti nel colosso di Jeff Bezos? I selezionatori hanno un vero e proprio “manuale” per scegliere, di cui riveliamo gli snodi principali.

I VALORI IRRINUNCIABILI SECONDO AMAZON. Dopo la candidatura online, passato un primo screening, si approda al colloquio telefonico. È uno snodo cruciale della selezione in cui è indispensabile avere ben presenti i “Principi di Leadership” del colosso di Seattle, vero e proprio cuore della filosofia aziendale, provando a “declinarli” in quelle che sono state le proprie esperienze lavorative precedenti perché è lì che si concentreranno le domande dei selezionatori.

Vediamo quali sono questi 14 principi, in cui non è difficile intravedere la summa del Bezos pensiero.

1. Passione per il cliente. Secondo Amazon, i leader costruiscono tutto a partire dal cliente, lavorano con entusiasmo per conquistarne e mantenerne la fiducia: nonostante siano attenti a ciò che fa la concorrenza, il loro sguardo è fisso sul cliente.

2. Responsabilità. I leader sentono l’azienda come propria, continua il “manuale” di selezione della società di Bezos: pensano al futuro e non sacrificano il valore di lungo termine per i risultati immediati. Agiscono per conto dell0’intera azienda, non solo del proprio team: non dicono mai «non è di mia responsabilità».

3. Inventare e semplificare. I leader si aspettano e richiedono innovazione e creatività dai loro team e trovano sempre il modo per semplificare. Sono attenti a quanto accade all’esterno, vanno alla ricerca di nuove idee ovunque e non sono limitati dal fatto che qualcosa non sia stato “inventato qui”.

4. Avere spesso ragione. I leader sono spesso nel giusto, spiega ancora Amazon: hanno grande capacità di leggere le situazioni e forti intuizioni, esplorano diversi punti di vista e lavorano per scardinare le proprie convinzioni.

5. Imparare ed essere curiosi. I leader non smettono mai di imparare e cercano sempre di migliorarsi: sono curiosi e agiscono per esplorare nuove possibilità.

6. Assumere e far crescere i migliori. Con ogni assunzione e promozione, i leader alzano sempre di più il livello della performance: riconoscono i migliori talenti e si adoperano per farli crescere all’interno dell’organizzazione. Qui Amazon si concentra sul rischio di circondarsi di mediocri “yes men”: i leader, spiega esplicitamente il colosso di Seattle, sviluppano leader e prendono sul serio il proprio ruolo di mentori.

7. Insistere sugli standard più elevati. I leader hanno sempre standard elevati e molti possono pensare che questi standard siano irragionevolmente alti. Alzano continuamente il livello delle prestazioni e guidano i loro team a realizzare prodotti, servizi e processi di alta qualità, garantendo che i difetti siano individuati alla radice e che i problemi siano effettivamente e definitivamente risolti.

8. Pensare in grande. Un classico di Bezos, il cui credo agli albori è stato “diventa grande subito”: pensare in piccolo è una profezia che si autoavvera, i leader creano e comunicano una direzione coraggiosa che ispira risultati. Pensano in modo originale e si prodigano per trovare nuove modalità per servire i clienti.

9. Propensione all’azione. La velocità conta molto nel business: molte decisioni e azioni sono reversibili e non necessitano di studi approfonditi, Amazon apprezza molto l’assunzione di rischi calcolati.

10. Frugalità. Un altro classico di Bezos: ottenere di più con meno. Risorse limitate alimentano intraprendenza, autosufficienza e creatività. Detto in altre parole, non si ricevono punti di merito nel far crescere gli organici, l’entità del budget o le spese fisse.

11. Conquistare la fiducia. I leader ascoltano con attenzione, parlano con sincerità e trattano gli altri con rispetto, continua il “manuale” della società statunitense. Fanno autocritica, anche quando è difficile o imbarazzante, confrontano sempre se stessi e i propri team con i migliori.

12. Andare in profondità. I leader operano a tutti i livelli, sono attenti ai dettagli, effettuano controlli frequenti e si insospettiscono quando le metriche non concordano. Di più: non pensano mai che certi lavori siano troppo umili per loro.

13. Avere carattere, dissentire e aderire alle decisioni. I leader sono tenuti a mettere in discussione, con rispetto, tutte le decisioni che non condividono, spiega il manuale di selezione di Amazon, anche quando questo comportamento risulta scomodo o stancante. Hanno convinzione e tenacia. Non scendono a compromessi in nome della coesione sociale: una volta presa una decisione, vi aderiscono completamente.

14. Conseguire risultati. Infine, conclude Amazon, i leader sono focalizzati a migliorare gli input chiave per il loro business e ci riescono combinando qualità e tempestività. Nonostante le avversità, si dimostrano all’altezza della situazione e non si accontentano mai.

LE DOMANDE “COMPORTAMENTALI” DI AMAZON. Per verificare la presenza o meno dei “Principi di Leadership”, i selezionatori Amazon rivolgono una serie di domande “comportamentali” concrete sul passato professionale del candidato, evitando invece “quesiti rompicapo”. Alcuni esempi di domande classiche rivolte dai selezionatori:

a. Parlami di una situazione in cui hai dovuto affrontare un problema che aveva diverse possibili soluzioni. Qual era il problema e in che modo hai deciso quali azioni intraprendere? Qual è stato il risultato della tua scelta?

b. In quale occasione hai assunto un rischio, hai fatto un errore o hai fallito? In che modo hai reagito e come ti ha fatto crescere questa esperienza?

c. Descrivi una situazione in cui hai assunto il comando in un progetto.

d. Come hai agito quando hai dovuto motivare un gruppo di individui o promuovere la collaborazione su un particolare progetto?

e. In che modo hai sfruttato i dati per sviluppare una strategia?

Nel rispondere, mai dimenticare che Amazon è un’azienda basata sui dati: la risposta dev’essere non solo ben strutturata ma anche, se possibile, arricchita da esempi, misure o dati, meglio se riferiti a situazioni recenti.

IL FORMATO “STAR”. Il colosso di Seattle individua nel metodo STAR (sigla che sta per “Situation”, “Task”, “Action”, “Result”) è un modo strutturato per rispondere alle domande comportamentali nell’ambito di un colloquio, discutendo una specifica situazione, attività o azione e naturalmente i risultati, con metriche e dati. Ecco come funziona:

Situation (situazione): bisogna decrivere la situazione in cui ci si trovava o la mansione che si stava svolgendo, fornendo sufficienti dettagli per permettere al selezionatore di capire la complessità della situazione. L’esempio può essere preso da un precedente lavoro, ma in assenza di precedenti esperienze professionali da un progetto scolastico, un’attività di volontariato o qualsiasi altro evento rilevante.

Task (mansione): quale obiettivo dovevi raggiungere?

Action (azioni): vanno descritte in dettaglio le azioni compiute per affrontare la situazione, focalizzando il racconto sempre su se stessi. Quando si parla del progetto, bisogna fare attenzione a non descrivere ciò che è stato realizzato dal team o dal gruppo, spiegando invece qual è stato il nostro contributo personale. Va usato il pronome “io”, non “noi” quando si descrivono le azioni compiute.

Result (risultato): va descritto il risultato delle proprie azioni, senza paura di prendersene il merito. Cos’è successo? Come si è concluso l’evento? Cosa si è ottenuto e, soprattutto, imparato? Come sempre, gli esempi che utilizzano misure o dati sono i benvenuti.

Tattiche di organizzazione dei contenuti. Nel riflettere su successi e insuccessi, bisogna sempre fare implicito riferimento ai “Principi di Leadership”, attraverso esempi reali che mostrino le proprie capacità e che evidenzino i rischi presi, i successi, gli insuccessi e il modo in cui questi hanno permesso di crescere.

Gli insuccessi. Sono considerati da Amazon una parte indispensabile dell’innovazione. Un concetto molto “americano” e purtroppo ancora non troppo “europeo”: gli insuccessi sono necessari durante le prime fasi di un progetto, ma è altrettanto fondamentale la tenacia di riprovare finché non viene ottenuto il risultato sperato.

NOVE CONSIGLI PER LE RISPOSTE. Amazon suggerisce di prepararsi al colloquio utilizzando il metodo “STAR” per rispondere alle domande comportamentali riportate, integrando con esempi presi dai “Principi di Leadership” aziendali.

1. Ogni risposta deve avere un inizio, un corpo centrale e una fine, con la descrizione della situazione o del problema, delle azioni compiute e del risultato.

2. È meglio prepararsi brevi descrizioni di diverse situazioni, che prevedano risposte a domande complementari con ulteriori dettagli, scegliendo esempi che sottolineino le abilità uniche del candidato.

3. Gli esempi devono mettere in risalto esperienze personali con i rischi presi, i successi, gli insuccessi e il modo in cui questi hanno fatto crescere.

4. È molto importante evitare le generalizzazioni, cercando di essere il più possibile specifici e dettagliati nelle risposte, fornendo dati.

5. Nelle risposte, bisogna cercare di essere collaborativi e diretti, senza abbellire od omettere parti della storia.

6. Va spiegato cosa interessa maggiormente del ruolo per cui ci si è candidati.

7. Se viene posta una domanda senza sufficienti informazioni per fornire una risposta concreta, non bisogna aver paura di chiedere chiarimenti. In assenza di questi ultimi, bisogna provare a risolvere il problema con le poche informazioni fornite.

8. Per alcune posizioni, può essere richiesta una parte scritta, ma non in PowerPoint o con slide: si tratta di promemoria strutturati normalmente, sono composti da una a sei pagine, che descrivono gli obiettivi dei progetti, il modo in cui raggiungerli, i risultati e i prossimi passi. Amazon ritiene fondamentale saper articolare i propri pensieri in forma scritta, quindi è consigliabile allenarsi in tal senso.

9. Prepararsi a condividere le proprie riflessioni su cosa motiva a intraprendere una carriera nella società fondata da Bezos. “Perché Amazon?” è una domanda standard, ma non una formalità: i selezionatori vogliono davvero capire cosa ha spinto il candidato a “provarci” col colosso dell’e-commerce, in modo da avere una migliore visione delle sue potenzialità.

IL GIORNO DEL COLLOQUIO. Meglio arrivare in anticipo, con un abbigliamento comodo e informale, portando un computer. I colloqui di persona saranno da due a sette, a seconda della posizione richiesta: manager, membri del team, stakeholder importanti provenienti da team correlati e un “bar raiser” (normalmente una terza parte oggettiva di un altro team). Tutti i selezionatori esamineranno il potenziale di crescita del candidato anche al di là della posizione richiesta, valutando il modo in cui esperienze e abilità siano compatibili con le competenze chiave del ruolo e con i “principi di Leadership” aziendali . Per i ruoli tecnici, il candidato dovrà scrivere alla lavagna. Meglio comportarsi nello stesso modo con tutti i selezionatori, invece di “adattare” le risposte ai loro ruoli. Che altro dire? In bocca al lupo.