C’è stato un tempo in cui Google ci ha provato davvero ad entrare nel mondo dei social network. A competere con quel Facebook che ha continuato a crescere senza sosta, diventando un competitor dall’armatura grossa sul piano pubblicitario. È stato il tempo di Google + (che leggiamo Plus), piattaforma che non ha lasciato grandi tracce, e che passerà “a miglior vita” a partire dal 2 aprile 2019. In principio la data di chiusura era prevista per agosto. Poi, complice un bug che pare abbia esposto milioni di account a potenziali cyber attacchi, da Big G hanno deciso di anticipare i tempi.

Google ha deciso di chiuderla per sempre, dopo troppi tentativi di rianimarla nel corso del tempo. Pur di spingere Google +, da Menlo Park le hanno provate tutte: obbligatorietà di un account per commentare su YouTube, connessione con GMail. Fino ad arrivare alla misura estrema: peso specifico maggiore, nelle ricerche sul motore, per le notizie che ottenevano più like (che in realtà erano “+”) su Google +. Non è servito a niente. La massa ha preferito Facebook. La spinta propulsiva, e quasi paranoica, di Google ha portato il suo “social” a circa mezzo miliardo di utenti. Ma i numeri erano drogati dall’obbligatorietà di un account per usufruire degli altri servizi di Big G. E nei fatti, Google + non è mai decollato veramente.

Cosa succederà ai nostri datiMa cosa succederà, una volta che Google staccherà la spina ai server di Google +, ai contenuti che negli anni sono stati condivisi sulla piattaforma? Andranno persi. Per questo motivo Google ha messo ha disposizione un tool che consente di scaricare tutte le informazioni relative al proprio account di Plus per poterle salvare. In quanti decideranno di salvare i loro dati? È difficile dirlo, ma l’andazzo sembra suggerirci che lo faranno veramente in pochi. Il social non ha riscosso grosso interesse da “vivo”, figuriamoci da “morto”.

Il cimitero del webC’è un’idea, però, molto discussa negli ultimi giorni. È quella di Internet Archive, progetto no profit nato con lo scopo di conservare quello che su Internet rischia di sparire per sempre. L’ONG con sede a San Francisco ha fatto sapere attraverso Reddit di voler salvare tutti i contenuti pubblici di Google + per renderli accessibili all’interno di un archivio digitale. Il progetto si chiama Google + Archive Project, e per concretizzarsi avrà bisogno di server enormi. Già, perché nonostante un utilizzo abbastanza latente, i dati raccolti in questi anni da Google + sono comunque tantissimi, fra commenti su YouTube e post vari. Sarà una bella sfida, insomma. Una sfida che quelli di Internet Archive, però, sembrano voler seguire.

La stessa organizzazione ha archiviato e reso disponibile (sul sito archive.org) milioni di file che il web aveva dichiarato morti. Vecchi giochi, musica, film, software, immagini e tanto altro. Ha conservato, e reso accessibili, i vecchi games delle sale giochi anni 90, che oggi faticherebbero a girare sulle nuove piattaforme. Ma anche librerie di file che ci ricordano i floppy disk. Cose di una vita fa, insomma. Un autentico cimitero online che tiene vivo ciò che il progresso digitale ha sotterrato. E farà lo stesso anche con Google +, la piattaforma nata per competere con Facebook e scomparsa senza lasciare troppi orfani.