Ren Zhengfei, il fondatore e presidente di Huawei, ha scritto una lettera ai dipendenti mettendoli in guardia dalle conseguenze che il bando delle sue tecnologie da parte di un numero crescenti di Paesi avrà un impatto sul business. Zhengfei aveva parlato pochi giorni fa con i giornalisti, evento molto raro, con un discorso diplomatico e rassicurante sulle tensioni con gli Stati Uniti e l’arresto della figlia in Canada qualche settimana fa. L’ultimo Paese ad aver messo al bando Huawei dalla realizzazione delle reti di nuova generazione 5G è la Germania.

In una mail ai dipendenti, vista da Mobile World Live, il fondatore ha scritto che l’outlook per i prossimi anni «non sarà ottimistico come ci eravamo immaginati. Dobbiamo prepararci alle avversità e fare una corretta stima della situazione economica». Ren ha aggiunto che i target saranno aggiustati e che verranno tagliati gli staff non produttivi per ridurre i costi del personale. Quella di Huawei è una vicenda divesa dal taglio dei target di Apple e Samsung, in entrambi i casi legati alle difficoltà del mercato smartphone ormai saturo. In questo caso le tensioni con gli Stati Uniti e il pressing dell’amministrazione Trump sugli alleati sembra essere la ragione della contrazione, e in ambito smartphone Huawei ha continuato a crescereanche negli ultimi trimestri. Sarà da verificare se le difficoltà del mercato inizieranno a farsi sentire anche per l’azienda cinese.

Anche se le parole usate sono diverse, non sono tuttavia in contraddizione con quanto Ren aveva detto settimana scorsa ai cronisti riguardo al futuro dell’azienda, ovvero che nonostante le difficoltà il fatturato di Huawei sarebbe salito a 125 miliardi di dollari nel 2019 da oltre 100 miliardi di dollari l’anno scorso. «Huawei non è un’azienda pubblica, non siamo così stressati sui risultati finanziari», aveva detto Ren. «Se non vogliono che Huawei sia presente in alcuni mercati, possiamo ridimensionare un po’. Finché possiamo sopravvivere e nutrire i nostri dipendenti, c’è un futuro per noi».