ll 19 marzo, tra pochi giorni, alla Game Developers Conference Google annuncerà il suo ingresso nel mondo del gaming. Un teaser che circola in rete non suggerisce se avverrà con una console vera e propria o attraverso un servizio di cloud gaming, tuttavia per l’industria videoludica questa data segnerà con ogni probabilità un prima e un dopo. Il mondo delle console è da trent’anni un mercato chiuso a tre grandi attori: Nintendo, Sony Playstation e Microsoft. Gli analisti sembrano però piuttosto scettici, non vedono gli spazi per l’ingresso di un quarto attore, per quanto ricco e potente come il colosso di Mountain View.

Immaginare una macchina da gioco in grado di competere con Ps4 o Nintendo Switch comporta avere accordi di esclusiva con i principali editori di videogiochi. Oggi anche i publisher più solidi prima di muoversi chiedono una base di macchine da gioco installata in grado di coprire i costi di sviluppo e distribuzione.

Vista l’aria che tira sul mercato, per gli editori una nuova console rappresenterebbe un salto nel buio. Più senso avrebbe un servizio di streaming. In questi anni anche altri nuovi player ci hanno pensato senza crederci sul serio. Amazon, per esempio, dopo l’acquisizione di importanti software house come Double Helix sembra avere rivisto al ribasso le ambizioni della propria roadmap accontentandosi per ora di di rivendere in formato digitale attraverso il suo servizio di e-commerce videogiochi, Expansion pack, Season pass e monete virtuali. Apple aveva fatto sognare gli appassionati di videogame annunciando l’esclusiva di Sky, il nuovo gioco del talentuoso game designer Jenova Chen (quello di Journey per intenderci). L’iniziativa però si è dimostrata limitata a iPhone e Apple Tv.

Le ipotesi. La soluzione più facile (fin troppo) potrebbe essere quella di usare il browser Chrome per trasmettere videogiochi in streaming. Pensate alla “chiavetta” del Chromecast per Pc e televisori potenziata per il gaming in alta definizione. Oppure, sulla scia dei telefonini Pixel (sempre di Google) un hardware dedicato e ottimizzato con una versione di Android progettata per gestire l’elaborazione del cloud gaming. C’è anche chi, analizzando il teaser, ha ipotizzato il lancio di un motore grafico per realizzare videogiochi, e quindi un tool aperto a tutto per progettare e programmare nuovi games.

Quello che sappiamo. Per ora sappiamo che il progetto ha nome in codice Google Yeti e che potrebbe poggiare sulla piattaforma studiata da Mountain View dal nome Project Stream. Che lo scorso ottobre Google ha depositato negli Stati Uniti un brevetto di un joypad molto simile a quelli che propongono oggi le due console per eccellenza: Xbox di Microsoft e PlayStation di Sony. Sappiamo infine anche che Jade Raymond, veterana del mondo gaming, sarà il nuovo vice presidente di questa nuova branca di business del motore di ricerca più popolare del mondo.

La concorrenza si è mossa. È di queste ore la notizia della discesa in campo di Valve che ha annunciato una nuova funzionalità chiamata Steam Link Anywhere. Si tratta di un upgrade gratuito di Steam Link, uno scatolotto che consente di trasmettere contenuti dal proprio Pc verso qualsiasi dispositivo, anche al di fuori della rete domestica. Microsoft sul cloud gaming è chiamata almeno sulla carta a giocare un ruolo di primo piano, ha mostrato alcune ora fa negli Stati Unti xCloud, il servizio di streaming dedicato al gaming annunciato nell’ottobre scorso. La tecnologia di Redmond promette di gestire con un controller Xbox il gioco su Pc, smartphone e console. E poi, c’è Playstation, la console più venduta al mondo, che lunedì scorso ha lanciato ufficialmente Playstation Now, il primo e vero servizio di streaming sul territorio italiano. Come visto, quindi, il piano appare inclinato e un po’ tutti stanno accelerando la corsa allo streaming. L’ingresso di Google almeno per ora un primo risultato sembra averlo raggiunto. Martedì sapremo con certezza se i videogiochi sono pronti ad andare sulle nuvole.