L’ultima volta che si erano visti era in aula di tribunale. Ora Mark Zuckerberg e i gemelli Winklevoss si sono rimessi attorno al tavolo per discutere di criptovalute, nello specifico quella che Facebook starebbe mettendo a punto nel segreto degli uffici di Menlo Park. Almeno così sostiene il Financial Times che aggiunge qualche altro dettaglio al progetto del social network per la creazione di una criptovaluta per i pagamenti tra i suoi utenti. E forse anche per altre funzionalità aggiuntive.

Quel che appare ormai certo è che il gruppo di Zuckerberg è vicino al momento del lancio del suo Facecoin, che potrebbe essere operativo all’inizio del prossimo anno, secondo alcune fonti. In questo ambito il team di Facebook, guidato dall’ex Ceo di PayPal David Marcus, in cui nelle ultime settimane sarebbero entrate un paio di persone specializzate nella compliance in arrivo da Coinbase, starebbe mettendo a punto i dettagli legati all’operatività dei mercati. Stando al quotidiano finanziario britannico, ci sarebbero contatti in corso con Jump e Drw, società specializzate nell’high-frequency trading, per garantire liquidità al mercato della valuta digitale.

Inoltre Facebook avrebbe incontrato anche i rappresentanti di due delle principali piattaforme per lo scambio di criptovalute, Coinbase e Gemini, che potrebbero essere utilizzate per la conversione dei Facecoin in altre criptovalute o in valute a corso legali. Nessuna delle società coinvolte, a partire da Facebook, ha rilasciato commenti.

Gemini è l’exchange creato da Cameron e Tyler Winklevoss, balzati agli onori delle cronache per aver portato in tribunale Zuckerberg nel 2004 con l’accusa di aver rubato l’idea alla base di Facebook. La causa si è chiusa con un settlement giudiziario da 65 milioni di dollari in contanti e azioni a favore dei gemelli. I quali hanno puntato buona paret di quella somma sul bitcoin, investendo nella criptovaluta quando valeva 120 dollari (oggi ne vale poco più di 8mila dopo un picco di quasi 20.000 a fine 2017) e poi aprendo l’exchange. I due Winklevi, come sono ironicamente indicati, erano rappresentati nel film The Social Network, come personaggi piuttosto ridicoli, rappersentazione dell’establishment sconfitto dai geek di Zuckerberg. Oggi invece si presentano come grandi innovatori a cui una Facebook in netta difficoltà dopo tutte le vicende e le accuse degli ultimi mesi legate all’uso spregiudicato dei dati si rivolge per creare un sistema finanziario che dovrebbe essere il fulcro attorno a cui ruoterà la nuova strategia del gruppo integrato tra Facebook, Instagram e WhatsApp. Stando al Financial Times, che cita fonti vicine al progetto, l’idea della criptovaluta sarebbe «più ampia e più aperta» rispetto a un semplice strumento di pagamento.

Il Facecoin sarà quasi certamente una stablecoin, una criptovaluta legata al valore di una moneta a corso legale, che sia il dollaro o un paniere di monete, in modo da ridurne drasticamente la volatilità. Guarda a caso Gemini l’anno scorso ha ricevuto il via libera dalle autorità finanziarie di New York per lanciare il Gemini dollar, valuta digitale fissata al dollaro Usa. Anche Jp Morgan avrebbe in canna una stablecoin legata al dollaro per abilitare i pagamenti tra i clienti della banca.