Continua l’operazione-pulizia di Facebook: il social network ha cancellato 2,2 milioni di account falsi nel primo trimestre del 2019, un numero record: basti pensare che nel primo trimestre del 2018 gli account rimossi erano stati solo 583 mila. I dati sono contenuti nel terzo “Community Standards Enforcement Report” presentato oggi, 23 maggio. «Abbiamo rimosso un numero superiore di account falsi nel primo trimestre del 2019 e negli ultimi tre mesi del 2018rispetto ai trimestri precedenti», mettono in evidenza dal quartier generale di Menlo Park e precisando che la maggior parte degli account sono stati rimossinei minuti immediatamente successivi alla loro creazione e, quindi, non sonoinclusi nei dati sugli utenti attivi mensili e quotidiani, parametro seguito da vicino dagli investitori.

Il report contiene anche dati su temi problematici, come la droga e le armi: il numero di messaggi rimossi che promuovevano la vendita di droga e armi da fuoco è pari a 1,5 milioni solo nei primi tre mesi di quest’anno. Altre metriche riguardano messaggi violenti o a sfondo sessuale: su 10mila contenuti, 11-14 contengono materiale che viola la policy di Facebook sul nudo e sull’attività sessuale degli adulti; su 10mila contenuti, 25 contengono immagini o testi violenti.

Gli algoritmi di Facebook funzionano bene per alcune questioni, come le immagini o i contenuti violenti. Nel report Facebook rileva che quasi il 99% di questi messaggi vengono rimossi prima ancora che un utente li riesca a segnalare all’azienda. Ma gli algoritmi e l’intelligenza artificiale non sono perfetti: infatti Facebook non è ancora in grado di rilevare contenuti violenti nei video dal vivo, ad esempio. I software non funzionato del tutto nemmeno per tematiche più “sfumate”, come i discorsi di odio, dove il linguaggio può essere un fattore importante ma anche più “sfuggente”.

Tuttavia, secondo Facebook, si vedono segnali di miglioramento. Negli ultimi sei mesi, il 65% dei messaggi di odio rimossi da Facebook è stato individuato automaticamente grazie all’intelligenza artificiale; un anno fa la percentuale era solo del 38 per cento.