Le scuole hanno riaccolto i propri studenti, le università si apprestano a farlo (in molti casi in modalità ibrida, a metà fra presenza fisica e remota), gli uffici (quasi tutti) si stanno ripopolando e così anche le sedi delle scuole di formazione linguistica hanno riaperto i battenti. Ma per l’auto apprendimento delle lingue la possibilità di sfruttare il canale online senza spostarsi da casa rimane una soluzione molto gettonata e facilmente accessibile vista l’ampia disponibilità di risorse in materia, dalle videolezioni ai podcast, dalle app agli ebook, dai corsi alle guide interattive e multimediali in formato digitale da scaricare sul proprio pc.
Tante, come dicevamo, le opzioni percorribili da studenti e soprattutto da adulti desiderosi di perfezionare le conoscenze di un idioma o di diventare poliglotti. Una di queste passa dall’infinita offerta di tutorial presente su YouTube, dove si possono trovare corsi per tutte le lingue, da quelle davvero poco conosciute al coreano, al cinese, al giapponese e a tutte le lingue europee. Il rischio, se si sceglie questa strada, è quello di incappare in format di bassa qualità. Meglio quindi puntare su corsi strutturati (magari a pagamento) e affidarsi a servizi per così dire “certificati”, che puntano sulle lingue più diffuse e richieste (che sono meno di 200, sulle circa 7mila complessivamente parlate sul pianeta). Ecco, in ordine sparso, una carrellata di app e piattaforme a cui potersi affidare.

La prima vanta milioni e milioni di utenti e offre corsi di diverso livello (e costo) in 14 lingue sfruttando un avanzato sistema di riconoscimento vocale per esercitare la pronuncia: le attività sono personalizzabili e interattive e tutti i percorsi formativi e tutti i materiali sono preparati e gestiti da tutor madrelingua. La seconda, disponibile in forma gratuita e a pagamento (la versione Plus), punta molto sull’esperienza d’uso “amichevole” della piattaforma e su esercizi pensati in modo sfidante, rilasciando agli utenti un feedback immediato che funge da stimolo per proseguire. Tandem, invece, ha una peculiarità che la distingue da molte altre app dedicate alle lingue: quella di essere una grande community di utenti madrelingua con i quali entrare in contatto e che sono al tempo stesso apprendenti e insegnanti: pochi e scarni quindi i riferimenti grammaticali perché tutto si basa sulla comunicazione, con il vantaggio di poter sperimentare oltre 150 lingue.

Un’app che propone un discreto carnet di lingue (18, comprese il coreano e il cinese) è Bravolol e ha il pregio (oltre all’essere gratuita) di essere supportata da dizionari bilingue per ciascuna di quelle di studio. A costo zero, nella sua versione base, è anche FunEasyLearn, che propone corsi per 34 lingue, dal croato all’ebreo moderno, dall’ungherese al rumeno, attraverso un modello di formazione basato sul gioco. Punta in modo deciso sulle capacità visuali e uditive dell’utente, e quindi su esercizi basati sull’ascolto e la visione e ricchi di quiz e domande interattive, FluenTu, per cui servono dai 20 ai 30 dollari mensili. Busuu, invece, costa nell’ordine degli 80 euro l’anno rispetto a tre diversi percorsi (da elementare ad avanzato) per imparare 12 lingue (c’è anche l’arabo) con piani di studio personalizzabili e tecnologie di apprendimento assistito e riconoscimento vocale. Per chi è focalizzata sull’inglese, vi sono piattaforme specificatamente dedicate alla lingua di Sua Maestà. EngVid, per esempio, propone gratuitamente oltre 1.600 videolezioni lezioni suddivise per livello, per argomenti e insegnante di riferimento (madrelingua). Al termine di ogni sessione, dalla durata media di 10 minuti, è proposto un quiz di autovalutazione.

Liberamente accessibile è anche il sito di BBC Learn English, che offre materiali suddivisi per età abbracciando diverse aree di apprendimento di argomenti, dall’inglese comunicativo a quello commerciale. Sviluppata dal British Council, Learn English Grammar è un’app gratuita per dispositivi iOs e Android organizzata su più livelli, con oltre mille esercizi di grammatica e docenti madrelingua e rivolta soprattutto a chi deve imparare le basi dell’inglese. Il punto di forza di Aba, infine, sono le videolezioni interattive con tanto di film e cortometraggi esplicitamente selezionati per l’apprendimento. Il modello offre quindi esperienze in diretta, sessioni di “speaking”, la possibilità di contattare direttamente i docenti e le certificazioni delle competenze acquisite. È disponibile una versione di prova gratuita per 7 giorni e conta di 27 milioni di iscritti.Il cinese sarà forse passato un po’ di moda in questi ultimi mesi ma rimane una delle lingue più richieste in assoluto. Su PopUp Chinese si possono trovare materiali utili fra videolezioni, podcast, esercizi interattivi per la pronuncia e la scrittura e risorse per la trasformazione dei caratteri. L’accesso al sito è gratuito e richiede solo la registrazione di un account. Simile al precedente è Chinese for Europeans, progetto finanziato dalla Ue e che rientra nell’ambito del Lifelong Learning Program. Propone percorsi di apprendimento suddivisi per tipologia di utente (bambini e adulti, turisti e business man) e anche in questo caso basta creare un profilo per utilizzarne i servizi.