È stata la Premier League ad aprire la strada dell’innovazione, come spesso succede, sposando le criptovalute. A inizio anno, quando la bolla del bitcoin e della altre valute digitali era in piena fase di deflagrazione, l’Arsenal ha annunciato la partnership per la sponsorizzazione da parte di una criptovaluta, seguito poi da una serie di altri club di prima linea del campionato inglese, che vanta giri d’affari che altri tornei si sognano.

Gli altri campionati non hanno aspettato molto per prendere confidenza con le criptovalute e in questi ultimi mesi è successo che un giocatore turco venisse pagato in bitcoin, che il Rimini Calcio fosse acquistato in criptovalute e che due club europei come Psg e Juventus abbiano scelto di emettere una propria valuta per i loro tifosi. Ma anche la Uefa ha sperimentato la blockchain.

Un token per tifosiL’ultima in ordine di tempo a entrare nel criptomondo è la Juventus, che ha annunciato una partnership con Socios.com, piattaforma specializzata per il mondo sportivo basata su blockchain, per la creazione dello Juventus Fan Token. Obiettivo? Coinvolgere in maniera facile e sicura i 340 milioni di tifosi bianconeri nel mondo, 60 dei quali già abituati a operare sui social media digitali.

Entro il primo trimestre del 2019 i tifosi potranno acquistare e vendere i token, i gettoni digitali specifici emessi per loro, sulla piattaforma di Socios, che opera mediante ChiliZ, criptovaluta basata sulla blockchain di Ethereum. I possessori dei token avranno accesso a un sistema di voto e ballottaggio dedicato ai campioni d’Italia all’interno della piattaforma: maggiore è il numero di gettoni che il tifoso possiede e maggiori le possibilità di voto.

Un sistema del tutto simile è in dirittura d’arrivo anche per i tifosi del Paris Saint Germain. Anche in questo caso la piattaforma di riferimento è la stessa di Socios.com, con un accordo quinquennale che porterà nelle casse della squadra parigina 2,5 milioni di euro l’anno. Non è stato indicato invece il valore dell’accordo con la Juventus.

Squadre acquistate in criptoIl mondo italiano del calcio aveva già fatto il suo debutto nelle criptovalute. A fine agosto il Rimini ha annunciato di essere la prima squadra al mondo a essere acquistata in criptovaluta. Il 25% del club romagnolo che milita in Lega Pro è stato infatti rilevato da Heritage Sports Holdings (Hsh), società degli Emirati Arabi Uniti che pagherà la quota in criptovaluta, il Quantocoin, emesso da una società controllata con base a Gibilterra. La stessa Hsh è già nota per essere la prima società che paga i giocatori del Gibraltar United in criptovaluta, sempre in Quantocoin.

Rappresentante e azionista della Hsh è Pablo Victor Dana, noto soprattutto per una foto a fianco di Silvio Berlusconi quando trattava l’acquisto del Milan per conto di Mr. Bee, il misterioso broker thailandese che era sul punto di acquistare la squadra rossonera. In Italia Hsh ha già una partecipazione nel Mantova Calcio, scesa al 12%, e ha tentato senza successo di entrare in altre squadre come il Pisa e la Reggiana.

Presentando anche “ambasciatori” ben noti ai tifosi italiani come Roberto Carlos e Patrick Kluivert, Quantocoin si presenta sul web come la banca che «puoi tenere nel palmo della tua mano».

Nel recente passato anche un calciatore è stato acquistato in bitcoin: un club turco, l’Harunustaspor, piccolo club che milita nella settima divisione nazionale, ha acquistato il 22enne Omar Faruk Kiroglu per mille euro. Di questi mille, la metà è stata pagata con 0,0524 bitcoin, circa 440 euro al cambio di allora. Che oggi ne valgono quasi la metà, 285.

Sponsorizzazioni da PremierA rompere il ghiaccio in Premier League è stato l’Arsenal, che ha siglato un accordo con CashBet per sostenere il lancio di una criptovaluta del sito californiano di scommesse, utilizzata per pagare in modo rapido e sicuro le vincite e per permettere ai giocatori di accedere alla piattaforma di scommesse.

Ad agosto sette team del campionato inglese – tra cui nomi blasonati come Tottenham, Newcastle e Leicester City – hanno siglato una partnership con la piattaforma di trading eToro, operativa anche sulle criptovalute, che prevede anche la creazione di digital wallet sulla piattaforma che potranno essere utilizzati in futuro per acquistare giocatori in Bitcoin.

Ma è la stessa Uefa a puntare sulle criptovalute per combattere la corruzione e il riciclaggio di denaro sporco nel mondo del calcio: in occasione della finale di Supercoppa tra Real Madrid e Atletico Madrid, lo scorso agosto, ha sperimentato la vendita di biglietti mediante un’applicazione mobile basata su blockchain.