Poco meno di una startup su due, precisamente il 44%, ha un sito funzionamente. Ed è andata anche benino rispetto allo scorso anno quando la percentuale era superiore al 50 per cento. Almeno così si legge nella Terza edizione del Report StartupSEO realizzato da Instilla, digital agency specializzata in conversion marketing. Il report è stato presentato oggi in occasione della Milano Digital Week. E arriva in un momento di grande fermento per la scena “startuppara” con venture capital e addetti ai lavori in stato di grande eccitazione per la promessa di almeno un miliardo di euro attraverso il fondo innovazione per stimolare gli investimenti in startup. E’ quindi il caso di tornare a guardare negli occhi le nostre oltre 9mila giovani imprese innovative. L’analisi evidenzia infatti che le startup supportate da facilitatori come incubatori, acceleratori e investitori, sono più attente alla digitalizzazione e la considerano fattore di competitività; infatti in questo caso la percentuale delle startup che non hanno un sito funzionante scende al 15%.

La digitalizzazione delle startup Dati in percentuale

Riguardo allo stato di digitalizzazione commenta Alessio Pisa, CEO di Instilla: “Nella ricerca di competitività attraverso il digital un sito funzionante e la presenza sui social è solo il primo passo; ad esempio è il buon posizionamento SEO che permette alle aziende di farsi trovare per far conoscere il proprio prodotto o servizio”. Tuttavia il dato resta allarmante. Se analizziamo la composizione di quei 2256 siti non funzionanti● nel 66.22% dei casi il sito web non è accessibile (es. per un errore interno o un timeout delserver). Nel 28.77% dei casi il sito è ancora in costruzione, mentre nel 5.01% dei casi il dominio è in vendita. Una motivazione plausibile, si legge nel report, per un così alto numero di siti non accessibili potrebbe essere il fatto che la Startup non esista più, oppure che non abbia comunicato con unapagina di cortesia che il sito è ancora in costruzione (ovvero è stato soltanto acquistato il dominio). Se guardiamo al dato spalmato su una cartina scopriamo (ma non è una scoperta) che le percentuali legate alle startup del Nord Ovestrisultano leggermente più alte della media italiana. Anche le percentuali legatealle startup del Nord Est sono più alte della media italiana, e sostanzialmente inlinea con quelle del Nord Ovest. Per il resto d’Italia il dato è inferiore alla media .

«Nonostante siamo ancora indietro sul tasso di digitalizzazione, la collaborazione con i facilitatori agevola in maniera evidente le performance digitali», ha commentato Francesco Inguscio, Ceo dell’incubatore Nuvolab. Le cose cambiano quando c’è di mezzo un investitore o un acceleratore. Le startup associate ad un investitore, incubatore o acceleratore rilevate adicembre 2018 da una selezione di facilitatori sono in totale 1254. Diqueste, solo 68 (ovvero il 5.5%) non risultano avere un sito funzionante. Come dire, se quando hai qualcuno che mette i soldi o che in qualche modo ha investito su di te, i risultati in termini di digitalizzazione ci sono. Del resto, verrebbe da dire, è il minimo sindicale.

l’85% delle startup hanno unsito funzionante (rispetto al 56% delle startup del Registro), oltre il 70% ha un sito mobile responsive (rispetto al 48%)e quasi il 60% ha una velocità da mobile sufficiente (rispetto al 36%). Ciò si ripercuote poi anche sul livello base delSito, dove il distacco è quasi del 20%. Come già sottolineato, è di fondamentale importanza per ogni impresa avere unbuon sito internet che permetta a qualsiasi utente di avere informazioni sull’impresa stessa, a maggior ragione sequesta si è aggiudicata un finanziamento da un terzo ente.Rispetto all’anno scorso, anche il livello base della SEO è migliore per il campione delle startup incubate,accelerate e finanziate, rispetto al totale iscritte al Registro. Tuttavia il numero di startup che superano questo livelloè ancora troppo esiguo, sintomo che le ottimizzazioni per motori di ricerca – a torto – non vengono considerate unapriorità, nemmeno da parte delle Startup supportate dai facilitatori. Per quanto riguarda il livello base diIntegrazione, parametro aggiunto quest’anno, la discrepanza è del 12% circa in favore delle startup seguite dafacilitatori, dove si nota una forte attenzione ai social, da parte di oltre l’80% delle startup.ben l’85% dei siti delleStartup con facilitatori ha un sito funzionante,a fronte del solo 55.87% rilevato per le Startupdel Registro.