Parola d’ordine servizi. Sono trimestri che Apple enfatizza i risultati di tutto quello che non è hardware nei suoi conti, ovvero abbonamenti a Apple Music, iCloud, la vendita delle app e così via. Sono la seconda voce del bilancio dell’azienda dopo l’iPhone: nell’ultima trimestrale hanno raggiunto i 10,88 miliardi di dollari. E visto che le vendite di iPhone rallentano, l’obiettivo di Tim Cook è spingere ancora i servizi. A partire da un servizio di video in streaming e uno dei news. Entrambi in abbonamento. Entrambi dovrebbero essere lanciati il 25 marzo a San Francisco, allo Steve Jobs Theather, anche se potrebbe essere qualche settimana dopo.

L’offerta videoPrima si è parlato del servizio news, ora sembra che lo stesso giorno sarà presentato anche il più volte anticipato servizio di streaming video. L’indizio sarebbe l’invito arrivato secondo Bloomberg a diverse star di Hollywood come Jennifer Aniston, Reese Witherspoon, Jennifer Garner e il produttore JJ Abrams. Si tratterebbe di un prodotto iOS dove l’utente trova contenuti prodotti da Apple insieme a quelli di altri partner. L’idea di base sarebbe quella di offrire una esperienza d’uso semplice e integrata su iOS, potenzialmente una sorta di Spotify del cinema: il mondo della produzione di film, serie e documentari è molto più frammentato rispetto alla musica, dove che si tratti di Spotity o Apple Music si ha a disposizione sostanzialmente lo stesso catalogo. In questa direzione anche l’accordo per portare iTunes Video anche sui tv di Samsung ed Lg.

Il modello di businessSecondo Cnbc, Netflix non sarà della partita (non lo è nemmeno su Amazon Prime Video Channels) e anche Hbo non è certo che firmerà. A farne parte invece saranno Starz (Lions Gate), Cbs (che possiede Showtime) e Viacom. Attualmente Apple si prende il 15% delle vendite generate dai clienti che si abbonano a Netflix, Hbo Now e altri servizi in streaming attraverso l’App Store. Secondo Cnbc, con il suo nuovo servizio di video, Apple punta al 30%. Apple sta lavorando sul servizio video da anni sotto la guida di due ex dirigenti Sony: Zack Van Amburg e Jamie Erlicht. Verranno offerti anche filmati gratuiti.

Apple News e gli editoriIl servizio per l’informazione sarebbe invece una evoluzione di Apple News, un aggregatore fatto da una redazione giornalistica che si occupa della cura degli articoli e video prodotti dagli editori partner. A oggi Apple News, che è gratis, è disponibile solo negli Stati Uniti, Canada, Inghilterra, Australia (in Europa c’è il widget news, ma è solo un elenco di link ad articoli di vari giornali pescati da un algoritmo). Il nuovo modello sarebbe secondo le indiscrezioni a pagamento, con una spartizione dei ricavi 50-50 con gli editori, percentuale più elevata rispetto al tradizionale 30-70 dell’App Store, aspetto che non convince i publisher, a partire da New York Times e Washington Post che sembrano lontani da un accordo con Apple, anche perché non condividerebbe con gli editori i dati degli abbonati.