Una fabbrica smart in grado di produrre sulla base dei dati e adattarsi rapidamente alle esigenze dei clienti, fatta di macchine da cucire e nastri trasportatori azionabili da remoto via smartphone. Alibaba ha già rivoluzionato il settore retail con una piattaforma ecommerce fondata sull’utilizzo dei dati dei consumatori, ora punta a mettere a punto un modello concreto per trasformare il comparto manifatturiero.

Il più grosso conglomerato cinese ha rivelato pochi giorni fa che da tre anni sta sperimentando una fabbrica tessile sulla base di un disegno completamente nuovo per fornire prodotti alle sue piattaforme di abbigliamento Taobao e Tmall. La sua fabbrica smart, Xunxi – che in cinese significa rinoceronte veloce – è attiva nella regione attorno al suo quartier generale di Hangzhou: l’obiettivo è fornire alle aziende cinese una fabbrica in grado di funzionare sulla base dei data analytics e della tecnologia digitale per rendere la produzione flessibile e adattabile sulla base delle mutazioni della domanda.

«Il modello permette alle fabbriche tradizionali di migliorare la redditività e tagliare i livelli di scorte e magazzino rispondendo comunque alle richieste personalizzate della clientela», ha spiegato a Bloomberg Alain Wu, il Ceo della controllata di Alibaba Xunxi Digital Technology.

L’esperienza di Alibaba nella modellazione dell’offerta sulla base dei comportamenti e dei gusti dei consumatori, sul modello già ben oliato dell’ecommerce, viene ora messo al servizio del settore manifatturiero del Paese, in un momento in cui Pechino sta perseguendo il concetto di “Internet industriale” della smart factories. Il fondatore del colosso cinese Jack Ma indica il nuovo modello come “new manufacturing”, sulla base della strategia già consolidata del “new retail” che integra offline e online.

Il nuovo modello sembra concentrarsi soprattutto sul rafforzamento del sistema delle piccole e medie imprese, che faticano a tenere il passo della trasformazione delle preferenze dei consumatori nei rispettivi settori in una fase di rallentamento dell’economia. Il punto di partenza è l’abbigliamento, ma l’obiettivo di Alibaba è allargare il campo d’azione ad altri settori fornendo alle aziende un sistema consolidato di analisi dei dati, automatizzazione della logistica e predisposizione di magazzini just-in-time.

D’altra parte la stessa leadership di Alibaba nell’ecommerce è ora messa in discussione da diversi concorrenti che hanno approfittato del periodo di lockdown per erodere quote di mercato con accordi specifici con produttori e catene di distribuzione, dall’elettronica di consumo agli alimentari. Competitor come Pinduoduo e JD hanno visto raddoppiare la capitalizzazione di Borsa da inizio anno, mentre il titolo di Alibaba ha messo a segno una rivalutazione contenuta a meno del 30%.

Non è un caso quindi che il colosso fondato da Jack Ma diversifichi la propria strategia puntando a portare nel manifatturiero lo stesso che ha rivoluzionato il retail.