Vicini di casa. Ma anche di libro. «Quanti volumi abbiamo che una volta letti restano lì a prendere polvere? Perché non farli rivivere? Perché non permettere ad altre persone di usufruirne?»: così Paolo Pisani, informatico, trovatosi in mobilità a più di 50 anni, ha fatto di necessità virtù e realizzato la piattaforma Biblioshare, online da febbraio per gli abitanti del quartiere milanese di Rogoredo-Santa Giulia. Una piattaforma che disintermedia il prestito dei libri, favorendo lo scambio di letture “a chilometro zero”.  «Mia moglie è una grande lettrice» prosegue Pisani, «mi piaceva l’idea di creare una biblioteca distribuita tra gli scaffali delle diverse case. E dal condominio al quartiere il passo è stato breve».

Ogni utente mette a disposizione uno o più volumi dalla propria biblioteca catalogandoli sulla piattaforma e al momento dell’iscrizione comunica gli orari in cui essere contattato per eventuali prestiti. Dopo la registrazione, accedendo al database completo può verificare se nel quartiere è presente il libro che sta cercando. Il gioco si regge su tre regole: il rispetto dei tempi, anche grazie al contatore automatico presente nella piattaforma; la cura dei volumi, con eventuali segnalazioni all’amministratore in caso di problemi;  l’aggiornamento dello stato dei libri (disponibile o in prestito) nella biblioteca personale.

L’intuizione fondamentale della sharing economy, ovvero la condivisione delle risorse, viene in questo caso rafforzata dalla prossimità: alla piattaforma si accede solo fornendo l’indirizzo di residenza, che deve rientrare obbligatoriamente nel quartiere. La community formata è quindi composta da persone fisicamente vicine e facilmente rintracciabili. L’intento è, con l’occasione del prestito, cominciare a conoscersi e a “contarsi”, scoprendo di avere degli interessi in comune. A due mesi dall’avvio della piattaforma, sono circa 200 i libri messi finora a disposizione dagli abitanti, «anche grazie al volantinaggio porta a porta», scherza Pisani. Il criterio della contiguità ha convinto la biblioteca “tradizionale” di Rogoredo ad inserire il proprio catalogo di 4200 volumi, ed altri 4000 sono previsti dall’istituto comprensivo del quartiere. Dopo tanto parlare del testo come canale tra il pensiero dell’autore e quello del lettore, sarà l’oggetto libro come dispositivo fisico per creare relazioni a fare la differenza?