Lo scontro della disabilità con le barriere architettoniche può essere affrontato con leggerezza e un pizzico di ironia. È questa la lezione arrivata da un video scanzonato che negli ultimi giorni è diventato virale rimbalzando da uno schermo all’altro. «Non si può» è la risposta che viene data a Iacopo Melio, sulla sedia a rotelle, ricalcando le note e parodiando la celebre canzone di Enzo Iannacci «Vengo anch’io». Nel video diffuso su YouTube e Facebook, che ha ottenuto milioni di visualizzazioni, il comico toscano Lorenzo Baglioni fa delle proposte di uscita alle quali Iacopo non può partecipare. Andare a mare a Viareggio, assistere a una partita allo stadio, perfino andare a casa dell’amico Marco, semplici attività dalle quali è escluso. Perché non tutti i treni sono attrezzati per le carrozzine, non tutti i bus hanno le pedane e anche le scale sono un ostacolo.

«Non voglio compassione» lo dice chiaro e tondo quando lo raggiungi al telefono Iacopo Melio – che in vita sua non ha mai camminato a causa di una malattia genetica. Iacopo, oltre che protagonista del video, è presidente dell’associazione da lui fondata «Vorrei prendere il treno»: duecento soci ma un seguito sui profili Facebook e Twitter intorno alle centomila unità. Il gruppo è nato su iniziativa di Iacopo dopo uno scambio di tweet con l’ex ministro Maria Chiara Carrozza. A giugno del 2014, lei aveva scritto sul sito di microblogging: «Buongiorno, oggi di ritorno da Roma con un treno magnifico partito alle sei #ioprendoiltreno farò lezione alle 11 alla Scuola Sant’Anna» e Iacopo le ha replicato: «I treni di noi plebei non sono mai magnifici, soprattutto per noi disabili che di rado troviamo attrezzati. #vorreiprendereiltreno». Ne è seguito un dialogo sui social e l’hashtag #vorreiprendereiltreno è diventato virale.

L’associazione da lì scaturita ha il motto « Lottiamo col sorriso, per i diritti di tutti, contro ogni barriera». Il sorriso, appunto. Perché, spiega Iacopo: «A volte si parla dell’abbattimento delle barriere architettoniche in modo sbagliato, come se si trattasse di un dovere, un obbligo». Anche se ci sono leggi che impongono l’accessibilità nei luoghi pubblici per Iacopo «bisogna trattare l‘argomento in modo leggero e portare avanti una battaglia, sì, ma propositiva». Per questo, secondo lui, è necessario avviare un dialogo con gli amministratori: «Non è contro i politici, anzi, bisogna cercare una collaborazione se si vuole ottenere qualcosa». Inoltre, osserva: «Le barriere architettoniche non sono un ostacolo solo per le persone con disabilità ma anche per la mamma che deve trascinare suo figlio col passeggino o per l’anziano».

La prossima iniziativa dell’associazione è in collegamento con il gruppo Facebook «La skarrozzata». Sabato 26 settembre, a Empoli, cinquanta carrozzine saranno a disposizione anche di persone abili. L’evento ripropone l’esperienza già messa in atto dal gruppo social per le strade di Bologna. Iacopo spiega: «Si tratta di un corteo in cui le persone in grado di camminare saranno invitate a “sedersi”. Ci sarà un corteo per il centro cittadino a cui parteciperanno anche il sindaco e parte dell’amministrazione comunale».

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Human Innovation, Humanities e trasporti