Mettere online l’agenda di sindaco e assessori a Roma e Milano con tutti gli incontri fatti con i lobbisti. Lanciare una piattaforma che può essere una sorta Tripdadvisor delle carceri italiane. Il nuovo Italia.it trasformato in casa del cittadino, entro il 2018, come promesso ormai da oltre un anno dal Governo.

Sono tre delle attuali 33 azioni presentate all’interno dell’Open Government, iniziativa europea a cui finalmente- in ritardo- l’Italia aderisce, attraverso il dipartimento Funzione Pubblica alla Presidenza del Consiglio.

Si è partiti questa settimana, con il sito Open.gov.it, dov’è possibile trovare la bozza del piano d’azione 2016-2018, in consultazione fino al 31 agosto. Da settembre partiranno quindi sul campo, effettivamente, le prime azioni. «A presentarle sono pubbliche amministrazioni- da Comuni a ministeri, adesso una ventina- sulla scorta di idee che arrivano dalla società civile», spiega Ernesto Belisario, avvocato, consulente della Presidenza del Consiglio in PA digitale e uno dei promotori di questa iniziativa.

L’obiettivo è varare un Governo aperto, ma aperto davvero. In due sensi: quello tradizionale, di una scatola aperta, quindi trasparente; ma anche aperto alla partecipazione civica. Ossia alle idee e agli stimoli che arrivano da cittadini, aziende, università.  E alla collaborazione con tutte le amministrazioni.

I pilastri del piano sono tre, infatti: Trasparenza, Partecipazione e Cittadinanza digitale e Innovazione, si legge sul sito.

Trasparenza: “I cittadini devono poter accedere a tutte le informazioni necessarie a conoscere il funzionamento e l’operato delle pubbliche amministrazioni. I dati devono, inoltre, essere diffusi in formato aperto (open) per garantirne il riutilizzo e la rielaborazione”.

Partecipazione: “Cittadini, organizzazioni della società civile e imprese devono essere coinvolti nei processi decisionali e nella definizione delle politiche nazionali e locali contribuendo con idee, conoscenze e abilità al bene comune e all’efficienza delle amministrazioni”.

Cittadinanza digitale e Innovazione:

“Le nuove tecnologie rendono l’amministrazione più efficiente e facilitano la trasparenza e la partecipazione civica. L’OGP promuove lo sviluppo di piattaforme pubbliche per la fornitura di servizi, l’espansione della cittadinanza digitale e la condivisione di idee e informazioni”.

 

«Tra le idee più interessanti, una presentata dal ministero delle infrastrutture e dei trasporti: l’Open Trasporti, ossia la pubblicazione di open data in questo settore. Sono informazioni molto utili all’utente e per sviluppare servizi di infomobilità», dice Belisario.

Gli open data italiani hanno appunto bisogno di un nuovo corso. Il portale nazionale Dati.gov.it è stagnante; manca una strategia nazionale open data. I dati forniti sono di bassa qualità e di scarso impatto finora (http://www.forumpa.it/smart-city/dati-perche-abbiamo-bisogno-di-un-programma-open-data-nazionale).

Un’altra idea è la “Tripadvisor delle carceri”. La piattaforma non si chiamerà così, ma la metafora rende l’idea: consentirà di tracciare la capacità delle carceri di soddisfare in breve tempo e bene le richieste dei detenuti, per esempio di avere un assistente sociale. Richieste che quindi saranno compilate in digitale, mentre ora sono affidate a un pezzo di carta.

Tra le cose che si scoprono nelle azioni del piano c’è il ritorno di Italia Login, progetto di cui non si sentiva parlare da un po’ di tempo. Adesso si apprende che vedrà la luce nel 2018. Come previsto, sarà sotto Italia.it e sarà un portale unico con tutti i servizi della PA digitale.

 

Ancora: tra le azioni previste, che arriveranno entro il 2018, la piattaforma Opere pubbliche 2.0, con tutte le informazioni sui tempi di realizzazione, i contratti, e la possibilità di creare un dibattito pubblico. Come già possibile in Francia, grazie appunto al modello Open Gov Partnership, che lì è in stato molto più avanzato; idem per il Regno Unito. La piattaforma è prevista nel nuovo Codice per gli Appalti. Le Regioni si impegnano a fornire i dati in modalità aperta.

È del Comune di Lecce l’idea di fare contest dedicati alle startup per risolvere problemi specifici della città.

I Comuni di Roma e Milano si impegnano invece a mettere online l’agenda dei sindaci e degli assessori con tutti gli incontri previsti con i lobbisti; questo, già da settembre.

Un’altra azione prevede la possibilità di monitoraggio civico su lavori della banda ultra larga: i cittadini, su una piattaforma web, diranno se effettivamente i servizi frutto del piano governativo sono arrivati da loro oppure no.

Infine, il Foia: le azioni di Open Gov Partnership permetteranno anche di seguire la fase attuativa del Freedom of Information Act (http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2016-05-16/foia-e-legge-governo-vara-decreto-trasparenza-193900.shtml?uuid=ADTd9DJ&fromSearch). Le amministrazioni hanno tempo fino al 23 dicembre 2016 per adeguarsi, ma è sempre in agguato la possibilità di resistenze e ostacoli all’attuazione di questo nuovo diritto civico. Rischi che il Governo prova a schivare anche con una piena apertura alla collaborazione con la società civile e il coinvolgimento attivo delle amministrazioni.