«Perché lavoro su qualcosa di così bello eppure quando ne parlo sono così noioso?» è la domanda che si fa chi lavora nella cultura. Per uscire dalla torre d’avorio e invadere i social network è necessario inserirsi nell’ecosistema virtuale con tecniche ad hoc, correndo dei rischi. Come? Sono stati tracciati sentieri possibili a partire da casi concreti alla conferenza «Cultura, storytelling e ambienti digitali per il marketing territoriale» che si è tenuta durante la Social Media Week di Milano.

Vede una continuità tra i graffiti millenari e il web, il progetto Open Valley, dedicato alla valorizzazione della Valcamonica a partire dal sito Unesco di arte rupestre. Maria Grazia Mattei di Meet The Media Guru, che si è occupata del progetto, spiega: «Vogliamo continuare a incidere usando la pietra dei nostri giorni: Internet». Il sito web, che sarà online a fine marzo, chiede all’utente di scegliere un segno che lo rappresenti, tra quelli che da diecimila anni sono conservati nelle rocce. Ognuno ha, così, un percorso personalizzato e accede virtualmente al panorama della Valcamonica. Niente tabelle, niente testo, solo l’immagine del profilo delle montagne e della valle. Lì, basta cliccare su piccoli tondini per far sbocciare altrettante storie, raccontate con video e immagini dagli abitanti stessi. Mattei sottolinea: «E’ un progetto di arte generativa. La scoperta avviene quasi come un gioco e il percorso è sintonizzato con la propria sensibilità». L’obiettivo è stimolare, tramite la narrazione digitale, una visita vera e propria in Valcamonica.

«Le storie legate alla cultura esistono già e sono potenti. Bisogna solo farle emergere» ha detto Davide Baruzzi di Bam!, azienda di Bologna che ha realizzato una media library per l’Istituto dei Beni Culturali dell’Emilia Romagna. Al momento, il tema è quello della musica ma presto, in vista dell’Expo, si aggiungerà anche il topic del cibo. E’ stata creata un’interfaccia mettendo in primo piano i video e i contenuti sono disponibili su più piattaforme: Facebook, Youtube e Soundcloud. Le storie sono delle vere chicche, a partire dall’esame del quattordicenne Mozart per accedere all’Accademia Filarmonica di Bologna: c’è il dubbio di un suggerimento da parte del suo maestro. Il progetto vuole uscire dalla rete e entrare nei musei, tramite il posizionamento di totem con codici QR che consentano l’accesso al sito. Dal virtuale al reale e ritorno, in un gioco di specchi costante.

«La storia non la racconti con le cifre, non emozioni con i numeri» è la riflessione di Alessandro Rubini della Fondazione Cariplo. Le persone, infatti sono al centro del progetto dei Distretti culturali, di cui abbiamo già parlato. Dopo la tradizionale promozione istituzionale, è cresciuta la consapevolezza di rivolgersi solo a un pubblico già interessato. Per questo, la comunicazione si è fatta racconto quotidiano attraverso Facebook e Pinterest. E si è passati alla narrazione delle storie tramite video di chi i cambiamenti li ha vissuti. Per generare l’interazione, anche con chi non vive nei Distretti, è stata ideata la campagna social che invita tutti a raccontare la propria storia di risveglio e cultura con l’hashtag #Raise2Rise.