Togliere i protagonisti dai quadri, mostrare i mestieri creativi di oggi come ispirati dai grandi maestri, ambientare l’arte nella vita quotidiana degli adolescenti. Questi modi di raccontare in video i capolavori ospitati nei musei di Milano sono stati premiati per il concorso VideomakARS. La competizione è stata promossa da Fondazione Italiana Accenture e Fondazione Milano – Civica Scuola di Cinema con il patrocinio del Comune di Milano. La città dell’Expo 2015 è stata mostrata da giovani con meno di trent’anni che, con il loro sguardo, hanno riletto i tesori della creatività custoditi all’ombra della Madonnina.

Nel video «BE Art», si aggiunge sottraendo: «Il bacio» di Hayez, svuotato dei due amanti, diventa lo sfondo per le effusioni di una coppia del 2015. Il team ha portato le riproduzioni dei capolavori «amputate ad hoc» per le strade della città e a diventare protagonisti sono stati i passanti che hanno giocato con l’opera interagendo con essa. Spingere alla partecipazione è stato proprio il primo intento, come spiega Virginia Di Pietro che fa parte della squadra che si è occupata della realizzazione: «Il concetto di partenza è che l’opera d’arte senza un pubblico non esiste. Privarla di senso è stato il modo per farla completare alla cittadinanza, perché si riappropriasse di queste icone». La voglia di «prendere parte» è stata perfino troppa: «In Duomo abbiamo avuto difficoltà con le riprese perché si è creata intorno a noi una folla di persone che voleva divertirsi con l’installazione».

Partecipazione è stata una delle parole chiave anche di «IncontrARTI a Milano» ma declinata in modo differente. I protagonisti del videoclip sono gli allievi dell’ideatrice e regista Francesca La Mantia, insegnante di latino, che dice: «Le opere d’arte esprimono valori che i giovani condividono. Volevo che non le vedessero come morte, sepolte nei musei, ma vive nelle piccole cose della realtà quotidiana». Il video è ricco di accenni pop: «Il bacio» dei giorni nostri si immortala con un selfie, «Lo sposalizio della Vergine» diventa un’emoticon inviata sullo smartphone e «Il quarto stato» è la copertina di un quaderno.

L’attualizzazione delle opere in «Città di idee» passa attraverso i mestieri creativi: i passi dei ballerini, il tratto di un architetto, un fashion designer che cuce un orlo. In questo caso, «La Pietà Rondanini», il «Concetto spaziale» e «L’ultima cena» compaiono nel video come fonte d’ispirazione. Ilaria Perversi, che ha lavorato dietro le quinte del progetto, spiega: « La città è stata presentata in piccoli dettagli: una guglia del Duomo, i fili dei tram, le vetrate della Galleria. Le immagini dei lavori sono legate dal monologo». La voce narrante svela l’ambizione dietro la creazione artistica: «Alcune idee ti rendono immortale».