Appare ormai inevitabile che l’effetto combinato della discesa dei costi dei sistemi di scanning del cervello e dell’aumento della loro qualità, accompagnato dall’inarrestabile crescita della potenza di calcolo dei computer, ci porterà ben presto al punto in cui potrebbe essere possibile che il nostro pensiero sia visibile, scaricabile e aperto al mondo in nuove modalità. La notizia che gli scanner del cervello iniziano ad essere sviluppati a prezzi accessibile al mercato di massa mi ha ossessionato lo scorso anno.

Il lavoro di Mary Lou Jepsen mi ha introdotto al potenziale delle apparecchiature di lettura del cervello mostrando come alcuni modelli generati durante la visione di diversi video in successione potrebbero fornire le basi per connettere il pensiero all’immagine. Il lavoro del Jack Gallant’s Lab di Berkeley già nel 2011 ha dimostrato come le immagini a risonanza magnetica (Mri) del cervello di un soggetto che sta guardando video permetterebbero di trasformare i pensieri in immagini digitali.

La registrazione delle diverse immagini e dei corrispondenti modelli di cervello arricchisce il dizionario visuale del pensiero dei singoli individui. L’accuratezza della letture aumenterà con la quantità e la qualità dei dati e degli algoritmi di decodifica. Jepsen mi ha convinto che questo è realizzabile nell’arco di un decennio, con costi da elettronica di consumo e una forma comprensibile anche a persone non specializzate. Tecniche laboriose e costosissimi sistemi energivori basati sui campi magnetici saranno sostituiti da tecnologie ottiche, mentre la potenza degli algoritmi di intelligenza artificiale faranno il resto. Questi scenari da fantascienza non solo sono realizzabili, ma, tenendo conto degli enormi vantaggi potenziali che porteranno, si realizzeranno senza dubbio.

Quindi arriviamo al punto: i nostri pensieri sono pronti per uscire dalle nostre teste, dal cervello al computer, all’internet e al mondo. Stiamo entrando nell’Era del pensiero visibile (e udibile). Questo avrà un impatto sulla vita umana simile a quello che hanno avuto le tecnologie più dirompenti.

L’essenza del nostro essere è contenuta nei nostri pensieri e nella nostra memoria, che sono ormai pronte per essere aperte e riversate in un mondo addormentato. Macchine poco costose permetterebbe a tutti noi di condividere i nostri stessi pensieri e di accedere ad altri che fanno lo stesso. Le conseguenze pratiche ed etiche sono state finora scarsamente prese in considerazione.

La domanda 2016 di Edge

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L’intervento di Peter Gabriel è un estratto della sua risposta alla domanda dell’anno di Edge.org: Quale ritieni sia la notizia scientifica recente più interessante? Che cosa la rende rilevante?

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