Un content management system per i progetti di innovazione sociale. Quindi una piattaforma che aiuti i cittadini a raccontarsi, riflettere sui propri bisogni, costruire e rinsaldare relazioni. Da ieri e per tutta la giornata di oggi al campus dell’ Università della Calabria, l’evento “Abc dell’innovazione sociale” porta l’attenzione su RisorgiMenti Lab, piattaforma costruita dall’impresa sociale Aniti a seguito della vittoria del bando Miur 2012 “Smart Cities and Communities and Social Innovation”.

«Il nostro approccio non è intercettare utenti random sul web, ma andare nei territori e dialogare con i cittadini per capire come la tecnologia possa abilitare legami relazionali» racconta Francesco Gaglianese, uno dei 14 componenti dell’impresa che, dal dialetto calabrese, significa “uniti”. «C’è bisogno di fidarsi fisicamente, oltre che virtualmente. Quante delle persone che cliccano “parteciperò” ad un evento su Facebook poi lo fanno davvero?».

La fiducia che diventa capitale sociale va conquistata porta a porta: i RisorgiMenti progettati prevedono un metodo di condivisione degli obiettivi all’interno di un paese, una città, un quartiere, una scuola attraverso microazioni come concorsi di idee, crowdfunding, baratto e banca del tempo, partecipazione civica, valorizzazione dei beni inutilizzati. «La banca del tempo e la progettazione partecipata sono in progress» specifica Gaglianese «ma le altre azioni sono già state sperimentate». A Catanzaro, dopo alcuni incontri è emerso che i cittadini non conoscevano la storia dei pochi luoghi aggregativi della città: «abbiamo deciso di mapparli attivando un concorso di idee per la valorizzazione». Nel campus universitario, a Rende (Cs), «dopo un contest sugli spazi inutilizzati, alcuni studenti hanno ristrutturato la lavanderia e se ne stanno prendendo cura».

Chiunque può accedere alla piattaforma e avanzare proposte e/o raccontare esperienze su inclusione sociale, ambiente e sostenibilità, scuola, cultura e creatività, altra economia e cittadinanza attiva, i sei laboratori tematici previsti, presentando un progetto con le microazioni di riferimento. «A fine mese terminerà ufficialmente la sperimentazione e il completamento del prototipo» spiega Gaglianese. «La proprietà intellettuale è del Miur, ci piacerebbe che questo strumento fosse messo a disposizione delle istituzioni locali».

argomenti
Human Innovation