Quando la realtà virtuale stata annunciata sei anni fa sul mercato, prima con Oculus Rift, seguita poi da HTC Vive, PlayStationVr e tutti gli altri visori, la promessa era chiara: si potrà entrare in mondi digitali in maniera totalmente inedita, con la sensazione di immergersene completamente. La vista però a quanto pare non basta per garantire l’illusione, e così nel corso degli ultimi anni agli “elmetti” che fanno diventare tridimensionali e “volumetriche” le immagini create al computer, si sono affiancati una serie di congegni per cercare di trasportare nella virtualità anche il corpo, con scarpe, tute, sensori e guanti in grado di farci vedere una copia digitale delle nostre mani e braccia. L’ultima frontiera in termini di immersività potrebbe essere quella appena presentata al CES di Las Vegas dalla giapponese Vaqso, creata da Kentaro Kawaguchi: coniugare alla visione degli elementi di pixel altrettanti odori che aumentino la sensazione di trovarsi calati in un mondo più vero del vero.

La realtà virtuale si apre al mondo dell’olfatto grazie a un congegno, grande 14,7 x 8,3 cm e spesso 3, che si può posizionare sulla parte inferiore di qualsiasi visore e collegare ad esso mediante connessione Usb o Bluetooth. Sul congegno stesso, che pare una fisarmonica sono posizionabili con un sistema di aggancio magnetico cinque cartucce alla volta, con altrettante essenze, che vengono irradiate dall’alto verso il basso in corrispondenza del naso di chi lo indossa, attraverso altrettante ventoline. La startup intende rivolgersi ai creatori di videogame con un apposito software che permette di programmare con quale intensità rilasciare gli odori quando si guarda una specifica area della realtà virtuale. In un test eseguito alla fiera abbiamo potuto visionare un filmato a 360 gradi ambientato in varie località all’aperto: orientando lo sguardo in varie direzioni si poteva sentire nelle narici un profumo di resina, fiori e fogliame. Un po’ artificiale, è vero, ma comunque sufficiente ad aggiungere un certo grado di realismo.

“Abbiamo oltre 80 cartucce” ci ha spiegato il fondatore Kawaguchi “e l’idea è che si possano creare circa 300 odori diversi, mescolandoli tra loro, ad esempio come si potrebbe fare unendo caramello e cioccolato”, in una creazione degna di Starbucks. Il congegno montato sul visore è quasi invisibile, leggero e sicuramente non crea problemi a chi lo indossa e le cartucce con gli aromi, a detta del creatore, sono in grado di durare per un mese se usate tutti i giorni due ore al giorno. L’idea è quella di vendere il kit di sviluppo entro il 2018 anzitutto alle software house e successivamente commercializzare una versione per il pubblico, che dovrà poi rifornirsi delle cartucce per continuare nel tempo a immergersi in una realtà virtuale sempre più convincente: dal punto di vista visivo e ora anche olfattivo.