I dati Invalsi parlano chiaro: in Italia, tre ragazzi su dieci che frequentano il terzo anno delle scuole medie non raggiungono la sufficienza nelle competenze alfabetiche e quattro su dieci in matematica. Molte sono le differenze territoriali, di genere e di reddito familiare, spesso determinate da fattori che alimentano le disuguaglianze nell’accesso alle opportunità educative. Anche nelle regioni dove le cose vanno meglio – Friuli Venezia Giulia, Lombardia e Marche – non meno di un ragazzo su quattro risulta insufficiente in queste abilità. La famiglia di provenienza è sempre determinante. Il 60% dei ragazzi provenienti da famiglie a basso reddito oscilla fra il livello 1 e il livello 2 (su cinque totali) nella comprensione testuale, contro il 15% di chi proviene da famiglie ad alto reddito. Un ragazzo su quattro di quest’ultimo gruppo sociale si colloca al livello 5, il massimo, insieme al 3% di chi proviene da famiglie economicamente svantaggiate. Nel Meridione questa forbice è ancora più marcata.
Lo mette in luce il recente rapporto SDGs di Istat, che racconta a che punto siamo nel raggiungimento degli obiettivi di sostenibilità che le Nazioni Unite hanno fissato per il 2030. In questo caso siamo all’interno del quarto Goal “Istruzione di qualità per tutti”, che accanto a un accesso all’istruzione di ogni ordine e grado (scuola dell’infanzia, primaria, secondaria e terziaria) e al miglioramento della qualità dell’istruzione per tutti, prevede come target anche garantire il possesso di conoscenze e competenze adatte all’ occupazione e a un’ottica di sviluppo sostenibile. Capacità sufficienti nel calcolo e soprattutto nella comprensione testuale sono fondamentali per riuscire a inserirsi in un mondo del lavoro sempre in evoluzione, le cui tecnologie chiederanno sempre di più una formazione continua.
Nelle abilità alfabetiche il gap di genere è evidente: i ragazzi performano peggio delle ragazze: il 38,3% dei maschi non raggiunge la sufficienza, contro il 30,4% delle femmine.
Fra i ragazzi non nati in Italia le difficoltà sono molto più alte. Due ragazzi su tre che non sono nati nel nostro paese non raggiungono la sufficienza alfabetica e/o numerica. Sorprende invece notare che la differenza è molto ridotta fra gli stranieri di seconda generazione e gli italiani nativi: fra chi è nato in Italia da genitori stranieri, il 47% è insufficiente in lettura e il 45% in matematica, mentre tra i nativi italiani le percentuali sono rispettivamente del 31,9% e del 38,6%.
Nel passaggio alle scuole superiori la situazione è la stessa : il 33,5% non raggiunge un livello sufficiente nelle competenze alfabetiche e il 41,6% in quelle numeriche. Anche qui gli studenti delle regioni del sud presentano statisticamente particolari mancanze soprattutto in matematica. Oltre la metà degli studenti e delle studentesse della Puglia, Il 52,2% degli studenti pugliesi, il 57% di quelli campani e siciliani, il 66% dei sardi e il 68% dei calabresi non raggiunge competenze numeriche sufficienti per affrontare il triennio della scuola superiore.
C’è differenza a seconda del tipo di istituto superiore frequentato. Il 17,7% dei liceali non raggiungono la sufficienza nelle competenze alfabetiche e il 29,2% in quelle matematiche; mentre tra coloro che frequentano gli istituti tecnici, sono insufficienti in lettura e in matematica rispettivamente il 39,6% e il 42,3%. Negli istituti professionali i risultati sono molto peggiori: addirittura 7 ragazzi su 10 non raggiungono la sufficienza in lettura e il 77% in calcolo. Percentuali uguali a quelle del gruppo di stranieri non nati in Italia. Infine, è emerso che gli studenti dei licei della Calabria, della Sicilia e della Sardegna hanno punteggi significativamente inferiori a quelli degli studenti degli istituti tecnici di alcune regioni del Nord.

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