Lunedì 14 settembre si torna a scuola. O almeno, questa è la data in cui si tornerà sui banchi nella maggior parte delle regioni italiane. Già, perché c’è chi ha già cominciato, come gli studenti della provincia autonoma di Bolzano, e che invece aspetterà fino al 24 settembre, come accadrà in Puglia, Abruzzo, Basilicata e Campania. Sia come sia, Infodata ha scelto di raccontare l’inizio del primo anno scolastico dopo il lockdown utilizzando i numeri. Eccoli:

11,5

è il numero di studenti per insegnante nella scuola primaria italiana. Il dato, elaborato da Eurostat, è aggiornato al 2018 e quindi giocoforza non tiene conto delle assunzioni decise dal governo durante l’estate. Ad ogni modo, la media europea è di 13,6 studenti per insegnante alla scuola primaria. Nelle scuole dell’infanzia italiane il rapporto è di 12,2 contro una media europea di 10,9. Alle secondarie di primo grado siamo a 11 contro i 12 registrati a livello continentale, alle vecchie superiori a 10,4 contro 11,3.

37.735

espresso in dollari, è lo stipendio lordo medio annuo di un insegnate di scuola primaria dopo 15 anni di esperienza. In euro sono 32.048,15. Dopo lo stesso periodo, un professore delle secondarie di secondo grado ne guadagna 42.227. Ovvero, in euro, 35.863,18. I dati, calcolati sul triennio 2017-2019, arrivano dall’Ocse. Secondo la quale un docente tedesco delle primarie, a parità di esperienza, guadagna 77.638 dollari, mentre un professore ne incassa 88.893. Lasciamo al lettore la conversione in euro.

52,99

è la percentuale di insegnanti italiani delle scuole primarie che ha più di 50 anni. Il dato arriva da Eurostat ed è aggiornato al 2018. Nello stesso anno, la media europea era del 33,01%. Alle secondarie di primo grado la quota italiana è del 50,2% contro una media continentale del 37,93%, mentre alle secondarie di secondo grado si sale al 56,7% contro un dato europeo del 40,16%.

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