Mentre la procura di Firenze perquisisce diverse aziende che hanno finanziato la fondazione Open vicina a Matteo Renzi, ipotizzando reati che vanno dal riciclaggio al traffico di influenze, dall’autoriciclaggio al finanziamento illecito ai partiti, Infodata ha deciso di concentrare la propria attenzione sui finanziamenti che i partiti hanno ottenuto dalle imprese nel corso della XVIII legislatura. Scoprendo, ad esempio, che ci sono aziende che fanno capo allo stesso gruppo che finanziano partiti diversi. E che ci sono forze politiche che li ricevono da società che non sono in grado di rintracciare.

 

È il caso, quest’ultimo, della Lega. Lo scorso 3 giugno il partito di Matteo Salvini ha infatti ricevuto la somma di 100mila euro dalla Coseco srl. Una ricerca in rete restituisce due occorrenze per questa realtà: una nel milanese, che produce impianti industriali, l’altra nel barese, che realizza mezzi per effettuare la raccolta dei rifiuti. Contattate da Infodata, entrambe negano recisamente di aver finanziato il Carroccio. Ma allora, chi ha erogato questa somma?

La stessa Lega afferma di non averne certezza. «Siamo in attesa di ricevere la delibera e la dichiarazione congiunta entro il 20 dicembre: non rispondono alle nostre pec [posta elettronica certificata, ndr] e non hanno un numero di telefono attivo», spiegano a Infodata dall’ufficio stampa della Lega. Non dovessero arrivare questi documenti, necessari secondo quanto prevede la normativa, «restituiremo la cifra all’Iban di provenienza entro il 31 dicembre». Sì, Salvini e compagni intendono rinunciare a questa somma per quanto, tengono a precisare, «non saremmo tenuti a farlo».

 

Tornando ai dati generali, ad averli raccolti ed elaborati è stata Transparency International Italia, che li ha pubblicati sulla piattaforma Soldi e politica. Stando a questi numeri, dalle ultime politiche ad oggi i principali partiti italiani hanno ricevuto 1 milione e 755mila euro da aziende e società. E qui occorre una precisazione: il totale tiene conto di FI, Pd, Lega, FdI, Leu e +Europa. Il M5S è escluso perché non ha ricevuto finanziamenti di questo tipo.

I contributi sono erogati sulla base della legge 21/2014, quella che ha convertito il decreto legge 28/2013 che prevedeva l’abolizione del finanziamento pubblico ai partiti. La norma prevede che i partiti comunichino alla presidenza della Camera l’ammontare dei fondi ricevuti con l’obbligo, per le somme superiori ai 5mila euro, di indicare anche il nominativo del donatore.

Guardando dunque a chi i soldi li ha invece ricevuti, come detto la quota maggiore è andata a Forza Italia, che ha ricevuto 793mila euro. Ogni rettangolo nell’infografica che apre questo pezzo rappresenta una donazione, colore e dimensione sono proporzionati all’ammontare. La cifra più consistente ricevuta dai berlusconiani è arrivata da Fininvest, la finanziaria che fa capo al fondatore del partito Silvio Berlusconi.

Altri 60mila euro sono arrivati da Grafica Veneta spa, azienda guidata da Fabio Franceschi. Candidato non eletto con gli azzurri alle ultime politiche, il suo caso fece scalpore perché all’epoca della candidatura era azionista della società che edita Il Fatto Quotidiano, non esattamente un quotidiano vicino ai berlusconiani.

Al secondo posto della classifica realizzata da Infodata con i dati di Transparency International Italia ecco il Partito democratico, che da inizio legislatura ha ricevuto 486mila euro. La somma più consistente, pari a 50mila euro, è arrivata da C.R.D. Centro Ricerche Ducati Trento, società che fa capo al gruppo Ducati Energia e si occupa di ricerca nell’ambito della riduzione delle emissioni.

Ci sono invece due contributi da 100mila euro nei 277mila euro ricevuti dalla Lega. Oltre a quello di Coseco srl, di cui è stato già detto, ce n’è un secondo erogato da Vaporart srl, realtà che produce liquidi per le sigarette elettroniche.

 

Fratelli d’Italia ha ricevuto 153mila euro da inizio legislatura. La somma più cospicua, pari a 20mila euro, è arrivata dalla veronese Telefin spa, azienda che si occupa di telecomunicazioni industriali. Al netto di casi di omonimia, è curioso notare come anche questa azienda faccia capo al gruppo Ducati Energia, così come quella C.R.D. che ha finanziato per 50mila euro il Partito democratico. Tutto legittimo, sia chiaro: del resto anche all’interno di una stessa famiglia si possono avere idee politiche diverse. Più contenuti, infine, i contributi ricevuti da +Europa e Leu, cui sono andati rispettivamente 25 e 20mila euro.

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