Tra gli indicatori più sensibili dell’efficienza del mercato del lavoro locale c’é il tasso di disoccupazione di lungo periodo. Eurostat, basandosi sui dati regionali della forza lavoro, indica il valore percentuale di coloro, sul totale delle forze di lavoro, che rimangono in questa condizione per più di un anno.

Il dato è raccolto nell’European Regional Competitiveness Index, lo strumento attraverso il quale l’europa vuole monitorare i fattori principali di competitività delle regioni dell’Ue, con lo scopo di valutare l’offerta di ciascun territorio per essere attrattivo verso le imprese e la capacità di offrire condizioni di vita e di lavoro adeguate ai propri cittadini.

Il quadro che emerge dalla mappa è desolante. La crisi del 2008 continua a mostrare i suoi effetti a distanza di anni, sopratutto in Grecia, Spagna e Italia. In molti territori di questi paesi la percentuale (calcolata sulla media del triennio 2015-2017) è superiore al 10%, raggiungendo il top nella Grecia occidentale.

Nella regione di Agrinio e Patrasso, ad esempio, il dato presenta un valore di oltre il 21%, cioè una persona ogni cinque non trova lavoro da oltre 12 mesi. In Italia la percentuale è più elevata in Calabria, con quasi il 15%, seguita da Sicilia e Campania.

 

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