Da lunedì 1 giugno  riaprono palestre, piscine, circoli culturali e ricreativi in Lombardia. Proprio così. L’attività fisica all’aperto potrà essere eseguita nel rispetto delle misure di distanziamento di 2 metri previste dal Dpcm vigente. Resta l’obbligo su tutto il territorio regionale di portare la mascherina o altri indumenti utili a coprire le vie respiratorie anche all’aperto. Resta obbligatoria anche la misurazione della temperatura per il datore di lavoro e per i dipendenti e la stessa misura continua a valere anche per i clienti dei ristoranti. Diciamo che è un via libera quasi totale. A parte la scuola e le slot machine nei locali pubblici si potrà fare quasi tutto. Proviamo a mettere in fila un paio di numeri.

Chi va in palestra? Nel 2019 secondo la Internationa Fitness Organization circa 5,5 milioni di persone si sono iscritte in palestra. Poi sappiamo che molti si iscrivono e un istante dopo non ci mettono più piede ma prendiamo per buoni i 5,5 milioni.

E in lombardia? Gli ultimi dati noti sono quelli che si trovano su www.lombardiaspeciale.regione.lombardia.it. Tra centri benessere e palestre nella  regione più colpita dal Covid d’Italia è anche quella che tiene di più alla propria forma fisica. Il 37% dei centri sono in Lombardia, parliamo di quasi 25mila tra centri benessere e palestre. Per avere una idea di quante persone torneranno a frequentare le palestre possiamo rifarci a uno studio dell’Aiceb-Università Milano Bicocca che ha utilizzato a sua volta dai dell’ Istat e Coni. Dunque in Italia abbiamo non più di 18 milioni di persone che ogni anno si fanno o rinnovano la tessera. Il giro d’affari secondo le stime non dovrebbe superare i 10 miliardi di euro. I lombardi sono tra i più assidui frequentatori, il 19% del totale, seguiti da veneti ed emilaniromagnoli. Quindi in Lombardia in teoria 3,4 milioni sarebbero pronti a riprendere la sacca della palestra o della piscina. 

Se guardiamo a una seconda fonte, la Camera di Commercio di Milano si può entrare ancora di più nel dettaglio e scoprire che Milano è seconda solo a Roma  per numero di imprese,ma prima per addetti.  Tra le prime dieci per addetti e imprese Brescia e Bergamo, due città dove il virus ha colpito con più violenza. La Lombardia pesa soprattutto nel settore delle palestre, concentrando 925 attività su 4.436 italiane, nei centri benessere (1.048 su 3.560) e nei servizi di manicure e pedicure (446 su 2.074).

Le misure di sicurezza. Le trovate riassunte qui, il documento è articolato e aggiornato al 19 maggio. La sintesi è che è  necessario organizzare gli spazi nelle aree spogliatoi e docce delle piscine in modo da assicurare la distanza minima di 1 metro. Per le palestre, regolamentare i flussi, gli spazi di attesa, l’accesso alle diverse aree, il posizionamento di attrezzi e macchine, anche delimitando le zone, al fine di garantire la distanza di sicurezza di almeno 1 metro per le persone mentre non svolgono attività fisica e di almeno 2 metri durante l’attività fisica (con particolare attenzione a quella intensa. Quindi se tutti rispetteranno le indicazioni si starà abbastanza larghi in palestra e in abbastanza in pochi. Nelle ore di punta sarà praticamente impossibile andare. In piscina sarà invece curioso capire come sincronizzare la nuotata con quello davanti a voi. Qui trovate le indicazioni del Ministero della sanità.

  • almeno 7 mq come superficie di acqua a persona nelle vasche
  • almeno 1 metro e mezzo per le persone sedute su sdraio e lettini tra persone non appartenenti allo stesso nucleo familiare o conviventi
  • nelle aree solarium e verdi non meno di 7 mq di superficie di calpestio a persona.

Se i calcoli sono giusti vuole dire che una piscina da 25 metri ospiterà per corsia contemporaneamente 3 persone. Per molte frequentatori milanesi, sarà un paradiso. Il problema però anche in questo caso è che non saranno molti i frequentatori.

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