Le neoingegnere sono la metà dei neo ingegneri. Nel 2018 hanno conseguito una laurea triennale in ingegneria 6.609 ragazze e 19.194 ragazzi, e una laurea magistrale 8.429 ragazze e 16.901 ragazzi. Fra le lauree magistrali sono compresi anche i corsi quinquennali in architettura e ingegneria edile, dove la percentuale delle ragazze è maggiore rispetto agli altri corsi di laurea, che rende conto del gap minore fra i generi a livello di laurea magistrale rispetto ai corsi triennali. Certo, va detto che rispetto al 2004 sono stati fatti molti passi in avanti: 15 anni fa (dati AlmaLaurea) le neolaureate triennale in ingegneria erano 1.150. M la strada è ancora lunga.

 

I dati provengono da database enorme disponibile sul sito del MIUR che contiene i dati di tutti i laureati e le laureate nel 2018 per corso di laurea e ateneo, triennale e magistrale, e per provincia di residenza. Una risorsa davvero utile per capire quali sono le risorse del paese nel prossimo futuro, e non solo per quanto riguarda le lauree in ingegneria. Noi di Infodata piano piano stiamo analizzando (in gergo “pulendo” i dati) per provare a raccontarveli. Nella prossima puntata per esempio troverete l’analisi su dove risiedono i neo ingegneri, fattore non trascurabile nella programmazione degli investimenti delle province più periferiche, per esempio montane. Ne parleremo.

 

Ancora oggi il gap fra laureati e laureate è ancora molto evidente, a partire dai corsi triennali. Nulla di nuovo: la stessa AlmaLaurea nel suo fondamentale rapporto annuale sulle condizioni professionali e accademiche dei neolaureati basato su sondaggi condotti fra i ragazzi, dedica attenzione al tema delle lauree cosiddette STEM (Scienze, Tecnologia, Ingegneria e Matematica). L’ultimo focus di AlmaLaurea su questo aspetto in realtà riguarda i laureati 2017, ma è comunque utile per capire l’ordine di grandezza. I laureati STEM del 2017, sia triennali che magistrali, costituiscono il 26,5% dei laureati dell’intero anno solare (circa 276 mila persone). Nel complesso delle lauree STEM, 6 laureati su 10 sono uomini, mentre tra i laureati non STEM prevalgono le donne (quasi due su tre). In campo ingegneristico addirittura – conteggia AlmaLaurea – sono uomini 3 neolaureati su 4.

Grazie al dataset MIUR possiamo fare un passo in più. La metà delle ragazze che si sono iscritte a corsi di laurea triennale ha scelto la classe di ingegneria industriale (classe L-9), un quarto ingegneria dell’informazione (classe L-8) e un altro quarto ingegneria civile e ambientale (classe L-7). Questa classificazione però non ci dice molto degli effettivi percorsi, dal momento che a seconda dell’ateneo, ogni classe comprende dei corsi di laurea diversi. Per esempio alcuni atenei accorpano il corso triennale in ingegneria biomedica sotto Ingegneria Industriale, mentre altre Università lo includono nella classe di ingegneria dell’informazione. Generalmente la classe di ingegneria industriale include corsi di Ingegneria Biomedica, Chimica, dei Materiali, dell’Energia, Aerospaziale, Meccanica, Elettrica e Gestionale. Quella in ingegneria dell’informazione comprende anch’essa corsi di laurea in ingegneria gestionale, e tutti i corsi di ingegneria informatica e delle telecomunicazioni. La classe L-7 invece accorpa tutti i corsi in ingegneria civile, ambientale e del territorio.

 

Più semplice è capire le scelte delle ragazze a livello di laurea magistrale, ben differenziate da codici specifici. Lasciando da parte il corso quinquennale in Architettura e Ingegneria civile, le ingegnere magistrali sono per lo più laureate in ingegneria gestionale (1091 laureate nel 2018). Seguono le ingegnere civili (790), le laureate magistrali in ingegneria biomedica (689) e a distanza le laureate in ingegneria ambientale, meccanica e chimica. Chiudono la classifica le 30 laureate in ingegneria navale nel 2018.

 

Le ingegnere sono molte di meno, dunque, ma hanno risultati mediamente più brillanti dei colleghi uomini. Secondo il già citato rapporto di AlmaLaurea, le donne STEM (e lo stesso vale per il sottogruppo di ingegneria) sono caratterizzate da un voto medio di laurea lievemente più alto (103,6 su 110, contro 101,6 degli uomini) e da una maggiore regolarità negli studi (tra le donne il 46,1% ha concluso gli studi nei tempi previsti contro il 42,7% degli uomini).

Eppure, a 5 anni dal conseguimento del titolo, le ragazze che lavorano sono meno degli uomini e se lavorano guadagnano di meno, perché molte di loro sono impiegate part-time. Le ingegnere guadagnano in media 1.607 euro al mese, contro i 1.792 dei colleghi maschi. Il 4,1% delle professioniste è assunta part-time, contro l’1,9% degli uomini.

Tra i laureati STEM nel loro complesso, lavora part-time il 16% delle donne (contro il 4,7% degli uomini), con un picco del 23,2% nel gruppo geo-biologico e del 18,5% nel gruppo di architettura.

 

L’articolo Quante sono e quanto guadagnano le neo ingegnere d’Italia? Prima puntata sembra essere il primo su Info Data.

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